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La Voyager 2 viaggia senza assistenza

L'unica antenna in grado di comunicare con la Voyager è stata spenta per un lungo programma di manutenzione: la sonda della NASA è sola fino a gennaio del 2021 almeno.

Illustrazione: le sonde Voyager - NASA
Illustrazione: le Voyager pesano circa 825 kg; il loro componente più grande è il piatto dell'antenna, il cui diametro è di 3,7 metri. | NASA/JPL-Caltech

Lanciata nell'agosto del 1977, oggi la sonda Voyager 2 (NASA) si trova a 11 miliardi e 460 milioni di chilometri dal Sole e continua a macinare chilometri su chilometri allontanandosi sempre più dal Sistema Solare. Dal lancio e fino a oggi la Voyager 2 è sempre stata in contatto con il centro di controllo, sia per inviare informazioni, sia per ricevere le istruzioni necessarie alla sua navigazione. Ora però inizia un lungo periodo durante il quale dovrà cavarsela da sola, con la sua attuale programmazione e senza poter comunicare con la Terra: la NASA ha infatti avviato un programma di manutenzione e potenziamento della Deep Space Station 43 (DSS-43), un'antenna di 70 metri di diametro, l'unica in grado di comunicare con la Voyager 2, che dovrà restare spenta per circa un anno.

Monologo spaziale. La DSS-43 è l'unica antenna di grandi dimensioni in grado di comunicare con la Voyager 2 perché è l'unico gigantesco "piatto" nell'emisfero australe, da dove si può comunicare con la sonda. Purtroppo, stando alla NASA, l'antenna richiede un aggiornamento importante e non se ne può fare a meno: del resto, è al lavoro da oltre 50 anni e quell'hardware avrà pur diritto a qualche ritocco. La NASA prevede che fino alla fine di gennaio del 2021 la Voyager 2 dovrà viaggiare in modo "quiescente", che per la sonda significa quasi un letargo, per risparmiare energia e mantenere la rotta fino al risveglio.

 

Se poi ce ne fosse la necessità, per esempio per un guasto a bordo, la Voyager potrà comunque trasmettere i suoi dati, che saranno ricevuti dalle altre antenne del Canberra Deep Space Communication Complex, che però non sono abbastanza grandi e potenti per rispondere.

A 17 ore luce da noi... L'apprensione è per i sistemi automatici di controllo della Voyager 2, che più volte al giorno entrano in funzione per tenere l'antenna rivolta verso la Terra. Questi dovranno continuare a funzionare alla perfezione, e per un periodo così lungo, senza alcuna possibilità di intervento da parte dei tecnici. Dovranno funzionare senza problemi anche i sistemi per mantenere sufficientemente riscaldati gli strumenti ancora in attività, altrimenti si degraderanno in brevissimo tempo (a bordo della sonda vi è un generatore atomico per questo).

Tutto ciò arriva dopo un malfunzionamento che impedì alla sonda di eseguire una manovra programmata per il 25 gennaio: in quell'occasione fu necessario "resettare" i 5 strumenti ancora attivi, spegnedoli e riaccendendoli, con una manovra mai eseguita prima che andò per il meglio. Fu un periodo difficile perché ogni singolo segnale impiega 17 ore per raggiungere la sonda e altrettante per ritornare a Terra, e dunque ci vollero ben 34 ore prima di avere la conferma che quanto inviato da Terra era stato eseguito dalla Voyager 2 e messo in atto.

28 marzo 2020 | Luigi Bignami