Spazio

La Terra sempre più sotto tiro

I dati raccolti negli ultimi 20 anni dai satelliti spia americani sull’esplosione di piccoli corpi cosmici nell’atmosfera terrestre mostra che il numero di oggetti del tipo di quelli esplosi nei cieli di Chelyabinsk e Tunguska è circa 10 volte superiore a quanto finora stimato.

Un piccolo asteroide si disintegra nell'atmosfera terrestre ogni due settimane circa, e la distribuzione del flusso di questi oggetti in tutto il mondo sembra essere casuale e omogenea. Questo è il messaggio principale di una mappa pubblicata recentemente dalla NASA. I nuovi dati saranno di aiuto per perfezionare le stime della distribuzione di asteroidi le cui orbite passano vicine a quella della Terra (near-Earth objects, NEO), compresi quelli più grandi, che potrebbero costituire un pericolo su scala globale.


Bersaglio Terra. La mappa qui in alto indica il luogo in cui piccoli asteroidi si sono disintegrati nell'atmosfera terrestre tra il 1994 e il 2013. Ciascuno di questi 556 eventi ha prodotto una meteora molto luminosa conosciuta come “bolide” o “palla di fuoco”. Sulla mappa, i punti arancioni rappresentano impatti osservati durante il giorno mentre quelli blu nelle ore notturne. La dimensione di ciascun punto è proporzionale all'energia irradiata dalla palla di fuoco, misurata in miliardi di Joule (gigajoule, GJ). 1 kiloton (kton) è pari a 4,184 GJ, equivalente all’energia sviluppata dall’esplosione di una tonnellata di tritolo (per confronto, l’energia sviluppata dalla bomba atomica di Hiroshima era di 15 kton).

La mappa include corpi cosmici (meteoroidi o piccolissimi asteroidi) con dimensioni che vanno da circa 1 metro a quasi 20 metri. Quasi tutti si sono completamente disintegrati nell'atmosfera e gli effetti dell’esplosione in quota non hanno avuto conseguenze sulla superficie terrestre. L'eccezione è stato l'evento del 15 febbraio 2013 sui cieli della città siberiana di Chelyabinsk. Questo impatto ha rilasciato l'equivalente energetico di 440.000 a 500.000 tonnellate di TNT, ed è stato l’oggetto più grande a colpire la Terra nei 20 anni a cui si riferiscono i dati.

L’esplosione del piccolo asteroide nei cieli di Chelyabinsk (Siberia) all’alba del 15 febbraio 2013. Gli effetti al suolo dall’onda d’urto causarono cospicui danni agli edifici della città e il ferimento di circa 1.500 persone.

Una pioggia di materiale cosmico. Ogni giorno, la Terra è bombardata da più di 100 tonnellate di materiale cosmico, per lo più sotto forma di minuscole particelle di natura rocciosa. Circa una volta l'anno, un minuscolo asteroide delle dimensioni di un’automobile colpisce l'atmosfera terrestre, creando una palla di fuoco spettacolare a seguito dell’interazione con l'atmosfera, mentre un oggetto delle dimensioni di un campo di calcio colpisce la Terra e causa danni significativi una volta ogni 5.000 anni circa, mentre una volta ogni pochi milioni di anni, la Terra è colpita da un corpo cosmico abbastanza grande da causare catastrofi regionali o globali.

Più sono piccoli più difficle è scoprirli. Naturalmente, più gli oggetti sono piccoli più sono numerosi e più difficili da scoprire. Anche se al di sotto della soglia dei 100 metri di diametro l’atmosfera del nostro pianeta rappresenta uno schermo abbastanza efficiente per la maggioranza di questi oggetti, è bene ricordare che il piccolo asteroide che esplose nei cieli di Chelyabinsk il 15 febbraio 2013, causando ingenti danni e circa 1.500 feriti a causa degli effetti dell’onda d’urto, aveva dimensioni di poco inferiori a 20 metri. Un metodo indiretto per effettuare una stima del numero degli oggetti più piccoli, moltissimi dei quali sfuggono alle ricerche fatte con telescopi basati a terra, è quello di osservare le esplosioni che si verificano quando questi interagiscono con l’atmosfera terrestre. A tutt’oggi non esistono osservatori orbitanti dedicati a questo scopo, ma questo lavoro viene effettuato egregiamente dai satelliti spia che in maniera continua e sistematica osservano il globo terrestre per monitorare le attività di potenziali Paesi nemici. I più attivi in questo campo, naturalmente, sono gli Stati Uniti, ma gli organi competenti (in particolare il Dipartimento della Difesa) sono restii a rendere pubblici i risultati di queste osservazioni. Di tanto in tanto, comunque, questi dati, che per gli addetti alle numerose missioni di sorveglianza sono considerati un “disturbo”, sono messi a disposizione della comunità scientifica ed è ciò che è avvenuto recentemente.

10 volte più del previsto. Le analisi statistiche preliminari effettuate su questi dati mostrano che il numero di meteoroidi, o piccoli asteroidi, con dimensioni comprese fra 10 e 50 metri è circa dieci volte superiore rispetto a quanto previsto dai precedenti studi. Secondo questi risultati, eventi come quello di Chelyabinsk possono verificarsi una volta ogni 30 anni circa, mentre fenomeni come quello di Tunguska (20 volte circa più energetico di quello di Chelyabinsk, 10 Megaton), una volta circa ogni secolo. In quest'ultimo caso, l'onda d'urto dell'esplosione in quota rase al suolo più di 2.000 chilometri quadrati di foresta!

Una precisazione. Alcuni ricercatori spagnoli hanno pubblicato recentemente i risultati di uno studio che mostrerebbe che il flusso di oggetti cosmici di piccolissime dimensioni sulla superficie terrestre non sarebbe distribuito in maniera omogenea su scala temporale. In particolare, secondo loro, il flusso di oggetti di dimensioni dell’ordine di alcuni metri, sino a poche decine di metri, sarebbe il 50% più elevato nell’emisfero australe nel periodo compreso tra settembre a dicembre. Secondo lo scrivente, si tratta di una conclusione basata su un numero di eventi statisticamente troppo basso per essere affidabile e su dati di cui non si conosce la strategia di acquisizione. E’ bene ricordare che per le autorità militari il compito precipuo è quello di osservare eventuali lanci di missili balistici o esplosioni nucleari, non esplosioni di meteoroidi in atmosfera.

28 novembre 2014 Mario Di Martino
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