La tempesta esagonale (e psichedelica) al polo nord di Saturno

La sonda Cassini ha realizzato un'animazione in falsi colori e ad alta risoluzione della corrente a getto a forma di poligono nota come esagono di Saturno.

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Polo Nord di Saturno

Il 2013 sarà ricordato come un anno denso di immagini spettacolari del pianeta degli anelli. Dopo la foto che ritrae Saturno insieme alla Terra, visibile come un puntino di appena un pixel, la sonda Cassini ha catturato un'incredibile animazione ad alta risoluzione della corrente a getto nota come esagono di Saturno, un complesso schema nuvoloso collocato al polo nord del pianeta.

La colossale tempesta - solo l'occhio della quale misura 2 mila chilometri, metà della lunghezza dell'Australia - fu osservata per la prima volta dalla missione Voyager, ed è stata oggetto di attente analisi da parte della sonda Cassini.

Da tempo gli scienziati provano a capire a cosa debba la sua forma a poligono: forse - ma è solo un'ipotesi  - al modo in cui le correnti interagiscono con l'atmosfera di Saturno. Qui la vediamo in un'animazione a falsi colori (all'occhio umano apparirebbe in blu e oro, come in questa immagine) che indica le differenti particelle di gas all'interno della formazione nuvolosa.

Il filmato è il primo a fornire una panoramica completa del fenomeno dalla prospettiva del polo nord, fino a 70 gradi di latitudine. Il gigantesco uragano collocato al centro esatto delle immagini ha un occhio 50 volte più grande di quelli degli uragani che in genere colpiscono la Terra.

I puntini rosa indicano la presenza di vortici più piccoli, anche se le dimensioni, qui, sono relative: il più grande di questi vortici, visibile come una macchia verdastra vicino all'angolo in basso a destra, è largo 3500 chilometri, il doppio del più grande uragano che abbia mai interessato il nostro pianeta.

Simili visualizzazioni sono possibili solo da tempi recenti, da quando Saturno ha cambiato stagione:  nel luglio 2004, quando Cassini entrò in orbita intorno al pianeta, il polo nord era ancora al buio; il Sole ha iniziato a illuminarlo nell'agosto 2009, ma ora che l'emisfero settentrionale - con il suo esagono - sta entrando nell'estate piena, le condizioni di luce sono notevolmente migliorate.

Mano a mano che ci avviciniamo al 2017, l'anno del solstizio estivo su Saturno, le osservazioni del pianeta saranno sempre su nitide. Ma i tagli al budget della Nasa potrebbero decretare la chiusura della missione Cassini già nel 2015, due anni prima del previsto.

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06 Dicembre 2013 | Elisabetta Intini