La sonda New Horizons a un passo da Plutone

Mancano ormai poche settimane allo storico incontro della sonda New Horizons con Plutone e con il suo sistema di satelliti.
 

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Rappresentazione artistica della sonda New Horizons della NASA con sullo sfondo Plutone e Caronte. | Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

La sonda della NASA New Horizons ha fotografato la famiglia di Plutone al completo - o, perlomeno, tutte le lune che conosciamo finora. La sonda americana, che a luglio di quest'anno effettuerà uno storico sorvolo ravvicinato del pianeta nano, è finalmente riuscita a ottenere un'immagine in cui, oltre ai soliti Plutone, Caronte, Notte e Idra, figurano anche le due nuove lune, Cerbero e Stige.

 

Immagine ripresa dalla telecamera LORRI lo scorso 25 aprile in cui sono chiaramente visibili i quattro satelliti minori di Plutone. | NASA/ Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory

Una famiglia numerosa. I due piccoli satelliti furono scoperti, rispettivamente, nel 2011 e nel 2012. Stige, con dimensioni comprese tra i 7 e i 21 km, completa una rotazione attorno a Plutone ogni 20 giorni e la sua orbita si trova tra quelle di Caronte e Notte.

 

Cerbero, con un diametro tra i 10 e i 30 km, orbita tra Notte e Idra, con un periodo di 32 giorni. Le due nuove mini-lune sono almeno 20-30 volte meno luminosi di Notte e Idra.

 

Le immagini, frutto di esposizioni di 10 secondi, sono state scattate dal telescopio LORRI a bordo della sonda New Horizons che il 14 luglio prossimo giungerà al capolinea di una traversata del Sistema Solare durata quasi un decennio.

 

Una missione tormentata. La missione in realtà è iniziata ben prima, nei primi anni ’90, quando la NASA aveva bocciato una dopo l’altra tre diverse proposte di missioni verso Plutone: Pluto Fast Flyby, Pluto Express e Pluto Kuiper Express.

 

New Horizons fece la sua comparsa nel 2001, quando fu proposta e approvata. Il 19 gennaio 2006, la sonda iniziò il suo lungo viaggio verso i confini del Sistema Solare a bordo di un potente razzo vettore Atlas V. Nove ore dopo il decollo, viaggiando a quasi 58 mila chilometri orari, New Horizons superava già la Luna, diventando la sonda più veloce mai lanciata.

 

Immagine che mostra la geometria dell’incontro della sonda New Horizons con il sistema di Plutone. | NASA/ Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory

Una sonda velocissima. New Horizons sfreccerà accanto a Plutone ad una velocità di circa 50.000 km/h, raggiungendo la sua minima distanza (circa 12.500 km dalla superficie) alle 13:49:59 del 14 luglio, ora italiana, mentre il sorvolo di Caronte avverrà ad una distanza di circa 28.800 km.

 

L'incontro avverrà nel silenzio: New Horizons sarà talmente impegnata a raccogliere dati e scattare immagini che le sarà impossibile comunicare con la Terra. Qualche ora dopo l’incontro, si girerà verso il piccolo puntino di luce che è il nostro pianeta e inizierà a trasmettere i dati raccolti, un lavoro che la terrà impegnata per alcuni mesi.

 

Le osservazioni dell’area dell’obiettivo della missione sono iniziate già sei mesi fa, quando la sonda si trovava a circa 200 milioni di km da Plutone, e continueranno per almeno due settimane, dopo che la sonda avrà oltrepassato il pianeta nano.

 

Il viaggio continuerà. Il piano della missione prevede che, dopo l’osservazione del sistema di Plutone, la sonda continui il suo viaggio nella Fascia di Kuiper per raccogliere dati su questa regione ancora inesplorata al di là dell’orbita di Nettuno, nella speranza di poter effettuare uno o più incontri ravvicinati con qualche altro oggetto di questa vasta popolazione di piccoli corpi planetari ghiacciati.

 

L'obiettivo primario della missione è comunque quello di studiare la geologia e la morfologia del pianeta nano Plutone e del suo satellite Caronte, realizzare una mappa della superficie dei due corpi celesti e analizzarne l'atmosfera. Altri obiettivi sono lo studio dell'atmosfera dei due corpi celesti al variare del tempo, l'analisi ad alta risoluzione di alcune zone di Plutone e Caronte, l'analisi della ionosfera e delle particelle cariche, la ricerca di una eventuale atmosfera attorno a Caronte, lo studio dei quattro satelliti minori Idra, Notte, Stige e Cerbero, e infine la ricerca di eventuali altri satelliti o anelli ancora sconosciuti.

 

25 maggio 2015 | Mario Di Martino