Spazio

La Solar Orbiter al suo primo flyby del Sole

Per questo flyby la sonda aveva attivo solo il magnetometro, per ottenere una scansione pulita dei campi magnetici del vento solare.

La sonda europea SolO (Solar Orbiter) è al suo primo passaggio ravvicinato al Sole. Partita lo scorso 10 febbraio, il 15 giugno ha sorvolato la nostra stella a una distanza di soli 77 milioni di chilometri in un passaggio ravvicinato (perielio) tra le orbite di Mercurio e Venere. Per passaggi successivi, nei prossimi anni si avvicinerà fino a 43 milioni di chilometri: solo altre 5 sonde si sono avvicinate di più al Sole, la Mariner 10, le Helios 1 e 2, la Messenger e la Parker Solar Probe - quest'ultima lo scorso 9 giugno, ad appena 18 milioni di chilometri di distanza.

Dal lancio della Solar Orbiter sono trascorsi 4 mesi, durante i quali i fisici e gli ingegneri dell'ESA hanno verificato che tutti gli strumenti di bordo (tra i quali uno italiano: il coronografo Metis) funzionassero a dovere. Uno di questi strumenti è già in funzione, il magnetometro, per studiare i campi magnetici del vento solare, ossia quel flusso di particelle cariche che dalla nostra stella arrivano fino a noi (e dalle quali la Terra si difende col suo campo magnetico) e ai confini del Sistema Solare. Il magnetometro è stato acceso precocemente per ottenere un segnale dei campi magnetici privo dei rumori di fondo generati dagli altri strumenti di bordo: oltre a poter confrontare questi dati con quelli misurati da BepiColombo, in viaggio verso Mercurio. Le misure effettuate durante questo flyby saranno poi quelle di riferimento per evitare poi interpretazioni errate sui valori prodotti dal vento solare.

 

La posizione della Solar Orbiter
La posizione della sonda il 17 giugno 2020. Where is Solar Orbiter è il titolo della pagina dell'ESA dove una mappa interattiva permette di conoscere la posizione della sonda e altri parametri della missione. © ESA / Medialab

Tra il 31 maggio e il 6 giugno la SolO ha attraversato le code della cometa ATLAS e il magnetometro ha raccolto dati che ora sono in fase di elaborazione: uno studio non previsto prima della partenza della sonda, perché non si sapeva che quella cometa avrebbe avuto code così lunghe da permettere alla sonda di tuffarcisi letteralmente dentro. Adesso, completato questo primo perielio della sua orbita, la sonda si spingerà fino a 500.000 chilometri da Venere, dove otterrà una spinta gravitazionale che la porterà a una nuova orbita e a un secondo flyby molto più ravvicinato al Sole. È a quel punto che saranno messi in funzione tutti e dieci gli strumenti della Solar Orbiter.

In questa ricostruzione della Nasa possiamo osservare la traiettoria dell'intera missione Solar Orbiter, con l'indicazione delle "tappe" più importanti:

18 giugno 2020 Luigi Bignami
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