Spazio

La Russia dice addio alla Stazione spaziale internazionale

Il numero uno dell'agenzia spaziale russa dichiara che la Russia lascerà la Stazione spaziale dal 2024. Ecco le conseguenze di un annuncio che, tutto sommato, non è una novità.

Un nuovo annuncio arrivato dalla Russia sta facendo tremare la NASA e le agenzie spaziali partner della Stazione Spaziale Internazionale. La parole di fuoco sono arrivate dal nuovo Direttore della Roscosmos, l'agenzia spaziale russa, il quale ha dichiarato, secondo l'agenzia AP: «La decisione di lasciare la stazione dopo il 2024 è stata presa», aggiungendo: «Penso che per quel periodo inizieremo a costruire una stazione orbitante russa». Sarebbe l'ennersima conseguenza di quanto l'Occidente ha avrebbe fatto nei confronti della Russia in seguito alla guerra in Ucraina. 

La reazione usa. Subito dopo, negli Stati Uniti, l'amministratore capo della NASA Bell Nelson ha rilasciato una dichiarazione: «L'ente spaziale americano è impegnato a far funzionare la ISS fino al 2030 e si sta coordinando con i partner perché ciò possa avere successo. La NASA non è stata informata di nuove decisioni da parte di nessun partner», come a dire che la Russia non ha ancora inviato un messaggio ufficiale alla NASA circa i propri obiettivi.

Scott Pace, che è stato vice assistente del Presidente e Segretario esecutivo del Consiglio Spaziale Nazionale dal 2017 al 2020 ha detto che l'annuncio della Russia «non è un sorpresa» e che «l'aver ribadito che l'impegno continuerà fino al 2024 è utile per una corretta pianificazione». Scott Kelly, attualmente uno dei più noti astronauti americani, anche per aver trascorso più di un anno sulla ISS, ha scritto in un tweet che «i russi rimarranno sulla ISS finché potranno permetterselo perché il programma spaziale attuale dà a Putin la necessaria credibilità a livello nazionale e internazionale e dunque l'annuncio della Russia è una spacconata e niente più». 

Dove sta la verità? Difficile dirlo. La situazione potrebbe essere tale che realmente la Russia voglia ritirarsi dal progetto ISS, data la situazione politica che si è venuta a creare, ma sembra difficile che possa in breve tempo dare il via ad una nuova stazione orbitante, anche perché avrebbe bisogno di hardware che dovrebbe comperare in occidente e finché ci saranno sanzioni sarà molto difficili reperirli.

Quanto costa. Poi c'è il tema dei costi: una nuova stazione orbitante dovrebbe essere sostenuta tutta dalla Russia (visto che la Cina si è costruita la propria stazione), che è davvero improbabile in tempi stretti. Certo è che se il ritiro sarà reale bisognerà prendere seri provvedimenti in quanto fin dal suo concepimento vi è una forte dipendenza tra strutture russe, europee, giapponesi e americane, che vanno dai collegamenti a Terra, ai sistema di propulsione per spostare l'orbita della Stazione spaziale internazionale fino al trasporto di materiale e viveri (solo in parte sostenuto dalla Russia) e non ultimo dal fatto che proprio per il 2024 è previsto l'aggancio di nuovi moduli privati della Axiom.

Insomma un vero grattacapo.

27 luglio 2022 Luigi Bignami
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