La prima volta di CIMON

Il robot astronauta di IBM e Airbus si è svegliato e ha iniziato a lavorare con gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale.

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L'astronauta tedesco Alexander Gerst e CIMON durante la prima attivazione del robot sulla ISS lo scorso 15 novembre.|ESA/NASA

CIMON, l’astronauta robot di IBM, ha ufficialmente iniziato la sua collaborazione con gli astronauti della ISS.


Lo scorso 15 novembre Alexander Gerst, attuale comandante della ISS e tutor di CIMON in questa sua prima missione lo ha risvegliato dallo stato di stato di stand-by nel quale si trovava e l’ha guidato nel suo primo esperimento.

Sveglia robot! Gerst ha attivato il robot con un comando vocale, “Wake up CIMON”, cioè “Svegliati CIMON” a quale il droide ha risposto con un educatissimo “Cosa posso fare per te”?

I primi test sono stati un successo: CIMON si è correttamente posizionato all’interno del modulo Columbus della ISS e ha fluttuato senza problemi in microgravità (ricordiamo che la prima esperienza del robot a gravità zero non era andata proprio secondo i piani), ha riconosciuto il volto del suo umano di riferimento e gli ha fornito tutte le istruzioni necessarie a portare a compimento un complesso esperimento esperimento sui cristalli.

Cervellone elettronico. CIMON è il primo astronauta robot dotato di intelligenza artificiale: comprende il linguaggio naturale ed è in grado di dialogare con il proprio interlocutore.


Realizzato da IBM in collaborazione con Airbus e con l’Agenzia Spaziale Tedesca DLR, è stato inviato nello spazio con il duplice obiettivo di assistere l’equipaggio umano della ISS nelle routine quotidiane di bordo e negli esperimenti ma anche per studiare le interazioni tra uomini e robot durante la permanenza nel cosmo.


Il droide è infatti dotato di una certa dose di empatia: riesce a comprendere lo stato d’animo del proprio interlocutore dalle parole che pronuncia e dal tono della voce ed è in grado di rispondere in maniera appropriata.

Il migliore amico dell’astronauta. L’analisi dei rapporti tra CIMON e i membri dell’equipaggio della ISS permetteranno ai ricercatori di mettere a punto una nuova generazione di macchine in grado di accompagnare gli esseri umani nei prossimi, lunghissimi, viaggi spaziali. Per esempio quelli verso Marte.

Ma il vero cervello di CIMON non è nello spazio, bensì a Terra. Il robot si avvale infatti di tutta la potenza di Watson, il supercomputer di IBM situato 400 km più basso. Questo fa sì che, al momento, CIMON impieghi un paio di secondi prima di rispondere a una domanda.


Il robot è collegato alla Wi-Fi di bordo della ISS che è connessa a Internet tramite un collegamento satellitare dedicato.

I comandi vocali impartiti a CIMON vengono convertiti in file di testo e poi analizzati dal sistema di intelligenza artificiale. La risposta, una volta elaborata da Watson, segue il percorso inverso: viene convertita in file audio e inviata al robot che la presenta al proprio interlocutore.

Sicuro e affidabile. CIMON è stampato in 3D, realizzato in materiale antiurto e con un design pensato per non causare danni a uomini e persone in caso di urti.

 

Se tutti i prossimi esperimenti si concluderanno come previsto, il robot diventerà a pieno titolo un membro dell’equipaggio della ISS.

 

Aiuterà gli astronauti nelle operazioni di manutenzione della ISS e nel corso degli esperimenti fornendo istruzioni e visualizzando schemi, ma anche rendendo più piacevoli i momenti di relax, per esempio gestendo playlist musicali o permettendo agli astronauti di comunicare con le loro famiglie.

02 Dicembre 2018 | Rebecca Mantovani