La prima mappa climatica di una nana bruna

Grazie ai dati ottenuti dal telescopio VLT (Very Large Telescope) da 8,20 metri di apertura dell'Osservatorio Australe Europeo (ESO), per la prima volta è...

Grazie ai dati ottenuti dal telescopio VLT (Very Large Telescope) da 8,20 metri di apertura dell'Osservatorio Australe Europeo (ESO), per la prima volta è stato possibile ottenere le immagini della superficie di una stella mancata, cioè di una “”. Parlare di superficie nel caso di questi oggetti non è appropriato, in quanto, in realtà si tratta di una atmosfera che si estende con densità crescente fino al centro della nana bruna. [Guarda anche ]

Mappa della superficie della nana bruna Luhman 16B ricavata a partire dai dati ottenuti dal telescopio VLT. (ESO/I. Crossfield)

Un team internazionale di astronomi ha prodotto una mappa delle strutture chiare e scure di WISE J104915.57-531906.1B, nota anche come Luhman 16B, una delle due nane brune recentemente scoperte che formano una coppia distante da noi 6 anni luce. Le nane brune sono degli oggetti che rappresentano una via di mezzo tra i pianeti giganti gassosi, come Giove e Saturno, e le deboli stelle più fredde. Non hanno una massa sufficiente per innescare le reazioni di fusione termonucleare dell’idrogeno nel loro nucleo e l’energia che emettono, sotto forma di radiazione infrarossa, è quella che deriva dalla trasformazione dell’energia gravitazionale in calore, a seguito del collasso che ha portato alla loro formazione. Il primo oggetto confermato come nana bruna è stato scoperto circa 20 anni fa e a tutt’oggi si conoscono solo qualche centinaio di questi oggetti intermedi tra un pianeta e una stella. Le nane brune più vicine al Sistema Solare formano una coppia nota come Luhman 16AB, dal nome del loro scopritore, che si trova a soli 6 anni luce dalla Terra in direzione della costellazione australe della Vela. Questa coppia è il terzo sistema più vicino alla Terra, dopo Alfa Centauri e la stella di Barnard, ma è stato scoperto solo all'inizio del 2013. La componente più debole, Luhman 16B, aveva già mostrato una variazione della sua luminosità ogni poche ore durante la rotazione - un indizio che segnalava la presenza di caratteristiche particolari della superficie. Ora, grazie alle eccezionali potenzialità del VLT è stato possibile ricostruire una mappa delle zone chiare e scure sulla superficie di Luhman 16B. Le osservazioni precedenti suggerivano che le nane brune potessero avere una superficie a chiazze, ma ora si è stati in grado di  ricostruirne una mappa.  Presto, grazie all’entrata in funzione del telescopio spaziale JWST (James Webb Space Telescope) da 6,5 metri di apertura e dei telescopi terrestri della classe 30 metri, saremo in grado di osservare le nubi che si formano, evolvono e si dissipano su questa nana bruna. Alla fine, i meteorologi degli esopianeti potranno prevedere se un ipotetico visitatore di Luhman 16B potrebbe aspettarsi un cielo sereno o nuvoloso. Per ottenere la mappa della superficie sono stati osservati i cambiamenti di luminosità durante il periodo di rotazione di Luhman 16B, ma anche il moto di allontanamento e avvicinamento delle strutture chiare e scure, utilizzando lo strumento CRIRES (CRyogenic Infrared Echelle Spectrograph) montato sul VLT. Combinando tutte queste informazioni, è stato possibile ricreare la disposizione di queste zone sulla superficie di Luhman 16B nel corso della sua rotazione e anche vedere se le strutture chiare e scure si spostavano allontanandosi o avvicinandosi all'osservatore. L'atmosfera delle nane brune è molto simile a quella degli esopianeti caldi giganti, perciò studiando le nane brune, relativamente facili da osservare, è possibile ottenere importanti informazioni sull'atmosfera dei pianeti extrasolari giganti. Questo risultato è un grande passo avanti verso la comprensione dei modelli meteorologici negli altri sistemi planetari.
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31 Gennaio 2014 | Mario Di Martino