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La Nebulosa della Carena come non si era mai vista prima

Grazie a una tecnica che consente di "ripulire" le immagini dagli effetti della turbolenza dell'atmosfera, gli astronomi hanno ottenuto una foto della Nebulosa della Carena con una nitidezza mai raggiunta finora.

La Nebulosa della Carena
Il confronto tra le immagini della Nebulosa della Carena ottenute con e senza l'uso dell'ottica adattiva. | International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA

Un'incredibile immagine a infrarossi della Nebulosa della Carena, con un livello di nitidezza mai visto prima (e persino, in un certo senso, inaspettato finora) per un telescopio di terra: è la foto scattata dal telescopio Gemini South in Cile e pubblicata in The Astrophysical Journal Letters.

 

nitidezza inaspettata. L'immagine, che mostra la parte occidentale della Nebulosa della Carena (che si trova a oltre 7.500 anni luce dalla Terra ed è una delle più famose "nursery" stellari) è frutto di una serie di osservazioni rese possibili grazie all'ottica adattiva, una tecnica che consente di "ripulire" le immagini dagli effetti della turbolenza dell'atmosfera, migliorandone la risoluzione di circa 10 volte. In questo modo gli astronomi hanno la possibilità di scrutare tra le nuvole della nebulosa come mai prima d'ora.

 

«Sono risultati sbalorditivi», ha dichiarato Patrick Hartigan, della Rice University, principale arterfice di questo straordinario risultato. «Possiamo vedere una ricchezza di dettagli mai osservata prima lungo il bordo della nebulosa, tra cui una serie di creste parallele prodotte forse da un campo magnetico e una grande onda sinusoidale quasi perfettamente liscia, con frammenti sembrano sul punto di essere strappati da un forte vento». C'è anche un getto di materiale espulso da una stella appena nata. 

 

In futuro. «È possibile che il Sole si sia formato in un tale ambiente», ha aggiunto Hartigan, «e se così fosse, le radiazioni e i venti di qualsiasi stella massiccia vicina avrebbero influenzato le masse e le atmosfere dei pianeti più esterni del Sistema Solare». Ci sono ancora molte incognite sulla formazione dei sistemi planetari e in futuro osservazioni come queste, grazie anche telescopi di ultima generazione come il James Webb Telescope permetteranno di fare luce su questi argomenti.

7 ottobre 2020 | Roberto Graziosi