La Nasa negli abissi marini per prepararsi alle missione interplanetarie. Al comando Luca Parmitano

La Nasa sta per dare il via a una missione nell'Oceano Atlantico, dove sperimenterà mezzi e tecnologia da usare nei lunghi viaggi tra i pianeti.

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Il prossimo 20 luglio la Nasa invierà un equipaggio di astronauti sui fondali dell’Oceano Atlantico. Alla loro guida Luca Parmitano.

 

L'astronauta italiano sarà il capitano della missione Neemo 20, da Nasa Extreme Environment Mission Operations: 14 giorni da passare nel laboratorio Aquarius fissato sul fondo dell’oceano a 19 metri di profondità di fronte alle coste della Florida, dove quasi ogni anno si realizzano spedizioni di questo genere al fine di provare tecnologie ed equipaggiamenti per le future missioni umane di lunga durata (vedi gallery qui sotto).

 

OBIETTIVO ASTEROIDE. Nel caso specifico si proveranno alcune delle attrezzature che la Nasa utilizzerà durante la missione all’asteroide che potrebbe venir portato in prossimità della Luna verso la metà del prossimo decennio.

 

NEEMO 20 si concentrerà sulla valutazione degli strumenti e delle tecniche in fase di sperimentazione per le future passeggiate spaziali su una varietà di superfici e livelli di gravità che vanno dagli asteroidi alla superficie di Marte.

 

La missione metterà alla prova i ritardi nelle comunicazioni tra navicella e controllo di missione a Terra che si verificano nel caso di esplorazione di oggetti lontani.

 

L'equipaggio valuterà anche alcune apparecchiature sviluppate dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) per consentire ai membri dell'equipaggio di leggere il passo successivo di una procedura senza togliere mani e occhi da ciò che stanno facendo, il tutto utilizzando un talbelt, uno smartphone e un'interfaccia all'interno del casco.

 

Astronauti e acqua. Parmitano, che ha speso sei mesi della sua vita sulla Stazione Spaziale Internazione nel 2013, sarà accompagnato dagli astronauti Serena Aunon, David Coan e da Mirishige Kanai. Nel dare l'annuncio del nuovo incarico su Twitter, Parmitano ha fatto un riferimento ironico all'incidente avventuo durante la sua seconda EVA, quando una perdita d'acqua all'interno della sua tuta ha messo in pericolo la sua vita.

 

26 giugno 2015