La Nasa lancia LADEE, alla scoperta dell'atmosfera lunare

Il nostro satellite ha un'atmosfera sottile e ancora poco conosciuta che lo accomuna ad altri corpi celesti del Sistema Solare: al via una missione per imparare a conoscerla.

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Una rappresentazione artistica dell'orbiter LADEE nell'orbita lunare. Illustration credit: Image credit: NASA Ames / Dana Berry

Sarà anche vero che da troppi anni la Nasa non manda astronauti sulla Luna, ma le sonde, sopra e intorno al nostro satellite, non mancano.

L'ultima in ordine di tempo partirà proprio oggi dalla base Wallops Flight Facility in Virginia: il suo nome è LADEE (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer) e ha l'obiettivo ben preciso di studiare la composizione e le proprietà della sottile atmosfera lunare.



«Anche la Luna ha un'atmosfera» spiega Brian Day del Lunar Science Institute della Nasa. «Le persone ne rimangono sempre stupite. Abbiamo iniziato ad esplorarla quando ci siamo stati con le missioni Apollo, ma non siamo ancora riusciti a rispondere ad alcune domande: quanto è estesa, di che cosa è fatta e come cambia di mese in mese».

L'orbiter studierà le polveri di regolite che la compongono grazie a tre speciali strumenti: un rivelatore di polvere, uno spettrometro di massa neutra e uno spettrometro ultravioletto/visibile. LADEE rimarrà in orbita intorno alla Terra per 23 giorni lasciandosi dolcemente spostare dall'attrazione gravitazionale della Luna, per poi entrare, con una piccola accelerata, nell'orbita lunare.

Uno dei misteri che l'orbiter dovrà chiarire è quello dei cosiddetti "raggi crepuscolari": strani bagliori che gli astronauti delle missioni Apollo hanno visto dal modulo di comando mentre orbitavano intorno al nostro satellite, prima dell'alba e del tramonto lunare. In base alle prime supposizioni si tratterebbe di una miscela di polveri impalpabili che si alzano dalla superficie lunare quando questa è colpita dai raggi solari. Innalzandosi, i granelli di polvere incontrerebbero i gas presenti nella tenue atmosfera lunare, come argon ed elio, generando il fenomeno ottico. Ma questa è - per ora - soltanto un'ipotesi tutta da chiarire.

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L'orbiter testerà anche un nuovo sistema di comunicazione. I veicoli spaziali si basano generalmente sulle onde radio per trasmettere dati. Ma la lunghezza di queste onde limita la quantità di informazioni che si possono inviare in un certo lasso di tempo. L'orbiter avrà a bordo un sistema di comunicazione laser con onde nel vicino infrarosso migliaia di volte più corte, che renderanno possibile mandare segnali sulla Terra a 622 megabit al secondo, sei volte più velocemente di quanto avvenga ora. Questo nuovo sistema permetterà, per esempio, la trasmissione di video in HD, e potrebbe tornare utile anche in caso di future missioni su Marte.

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06 Settembre 2013 | Elisabetta Intini