La mappa dell’Universo

Costruita la mappa dell’Universo più prossimo, fino a 2 miliardi di anni luce di distanza. È la prima volta che si ricostruisce la geografia del cosmo con tale precisione.

La mappa dell'Universo vicino a noi.

Se potessimo superare la velocità della luce e farci un giro nell'Universo, potrebbe esserci utile la mappa realizzata da un team internazionale di astrofisici guidati da Mike Hudson, del Department of Physics and Astronomy dell'University di Waterloo, che vi proponiamo in una animazione nel video qui sopra.

 

La densità delle galassie. È una mappa in tre dimensioni che permette di capire dove trovare una maggiore o una minore concentrazione di galassie, proprio come una mappa stradale indica città e paesini. E come per ogni carta geografica che si rispetti, anche la "mappa cosmica" ha la sua legenda: le aree rosse sono quelle ad alta concentrazione di galassie, quelle bianche e azzurre sono via via meno popolate. Nelle zone blu regna il vuoto cosmico: lì è difficile trovare una galassia.

 

 

La croce al centro della mappa è il classico "voi siete qui": indica dove si trova la nostra galassia, la Via Lattea. L'unica zona rossa è quello spazio chiamato concentrazione Shapley, un gruppo di galassie talmente numeroso da essere definito super-ammasso.

 

Andromeda si avvicina. La mappa abbraccia uno spazio dell'Universo che ha un diametro di circa 2 miliardi di anni luce. Una distanza enorme... ma relativamente piccola rispetto all'Universo visibile, che si estende per oltre 13 miliardi di anni luce. E in più non va dimenticato che la posizione delle galassie cambia in continuazione: per lo più si allontanano le une dalle altre, con qualche eccezione. La nostra galassia, per esempio, e quella di Andromeda sono in avvicinamento alla considerevole velocità di circa 2 milioni di chilometri l'ora (ognuna).

 

Uno studio sulla densità di galassie.

 

Come mappa dell'Universo, perciò, questa non ci porterebbe granché lontano, eppure il suo valore scientifico è grandissimo, in particolare per pesare il ruolo della forza di gravità nel moto degli ammassi, e cercare di capire come agisce la materia oscura, di cui ancora conosciamo poco o nulla.

 

29 Aprile 2015 | Luigi Bignami