Spazio

La cometa Churyumov-Gerasimenko si sta spaccando?

Una lunga crepa presente nel “collo” del nucleo della cometa Churyumov-Gerasimenko potrebbe essere il preludio alla sua rottura.
 

Le comete sono come i gatti, affermò una volta un collega americano. Il comportamento di questi affascinanti corpi cosmici è infatti imprevedibile come questi simpatici animali. A volte, comete che alla loro scoperta si preannunciano insignificanti con l’avvicinarsi al Sole risplendono in tutto il loro splendore, mentre comete che vengono preannunciate come la “cometa del secolo” (vedi la cometa ISON dello scorso anno), alla fine manifestano una scarsa luminosità e talvolta si dissolvono in una miriade di frammenti nel loro passaggio ravvicinato alla nostra stella.

Una crepa inquietante. Una bella sorpresa l’ha fornita anche la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko obiettivo della missione europea Rosetta. La forma del suo nucleo si è rilevata essere di una forma stranissima, costituita da due grandi lobi uniti tra di loro da un “collo” relativamente sottile, che fanno assomigliare il nucleo visto da lontano ad una papera di gomma.

E proprio una lunga crepa che taglia la superficie del collo, nella regione denominata Hapi, fa temere che quando la cometa si avvicinerà ancor di più al Sole i due blocchi possano separarsi. Anche se un fenomeno del genere causerebbe dei grossi problemi per il prosieguo della missione, sarebbe davvero estremamente interessante e spettacolare vedere spaccarsi questo enorme blocco di ghiaccio sporco. Se ciò avvenisse, potremmo osservare per la prima volta la struttura e la composizione dell’interno di un nucleo cometario.

In alto a sinistra è visibile l’enorme scarpata denominata Hathor. In basso a sinistra le frecce rosse indicano la crepa che si estende nella regione denominata Hapi e che prosegue sino ad interessare la regione denominata Anuket (immagine a destra). © ESA/Rosetta

L’irraggiamento solare e il conseguente riscaldamento inducono degli stress meccanici nel nucleo ai quali si aggiungono quelli causati alla sua rotazione e, con l’avvicinarsi al Sole, quelli dovuti alle forze mareali. Non è ancora chiaro se il nucleo della Churyumov-Gerasimenko sia costituito da due corpi a contatto oppure la sua strana forma sia dovuta ad un’abbondante espulsione di materiale dalla zona del collo che ha portato al suo restringimento.

Oggetti molto fragili. La frammentazione dei nuclei cometari è un fenomeno comune. Si tratta, infatti, di oggetti dalla struttura friabile e con densità inferiori a quella dell’acqua. La densità media della Churyumov-Gerasimenko è di 0,47 g/cm3.

La cometa 73P/Schwassman-Wachmann 3 poco dopo la sua frammentazione nell’aprile 2006. © NASA/Hubble

Sono già molte le comete che hanno subito una o più frammentazioni o che addirittura si sono dissolte completamente. Oltre alla ISON dello scorso anno, le più famose sono la Shoemaker-Levy 9, i cui frammenti nel luglio 1994 si abbatterono su Giove, la cometa Linear nel maggio 2001 e la Schwassmann-Wachmann 3 nell’aprile 2006.

Chissà che la cometa Churyumov-Gerasimenko non ci riservi anche questa, per certi versi, bella sorpresa?

27 gennaio 2015 Mario Di Martino
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