Rosetta e la cometa vai allo speciale

67P/Churyumov-Gerasimenko cambia colore

67P/CG è più luminosa: è l'effetto del passaggio in prossimità del Sole, che l'ha ripulita dei detriti e delle polveri.

04-01_c_67p-gc
67P/Churyumov-Gerasimenko.|ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA, elab. Giuseppe Conzo

L'avventura di Rosetta, la sonda dell'Esa arrivata attorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko nel 2014, è tutt'altro che terminata. Alle tante, inattese scoperte collezionate nel corso della missione se n'è infatti appena aggiunta una, riportata dall'autorevole pubblicazione scientifica Icarus: grazie a VIRTIS, strumento che, tra l'altro, monitora le variazioni della luce riflessa dalla cometa, si è visto che nell'arco dei quasi due anni di osservazione i colori di 67P/CG si sono fatti più luminosi.

La cometa non è un punto fermo nello Spazio:
attraversa il Sistema Solare a 130.000 km/h

Quando la sonda è arrivata a destinazione, dopo un viaggio in sordina lungo 10 anni e milioni di chilometri, la cometa rifletteva circa il 6 per cento della luce che arrivava dal Sole: era molto scura. Questo a causa dell'abbondanza di materiale a base di carbonio che ricopriva la sua superficie. Ora, invece, la quantità di luce solare riflessa è salita al 9,7 per cento.

 

 

Lavata dal Sole. L'aumento di luminosità è dovuto alla perdita di materiale superficiale. Quando la cometa si è avvicinata al Sole, il ghiaccio che stava sotto la superficie è sublimato (è cioè passato direttamente da solido a gas) trascinando nello spazio una grande quantità di materiale superficiale (in un mix che ha anche formato la coda della cometa). In questo modo è venuto alla luce il materiale sottostante, ripulito da detriti e polveri carboniose (scure), e questo è il motivo della maggiore luminosità.

 

Spiega Mario Salatti, dell'Agenzia spaziale italiana (Asi): «Grazie a Rosetta abbiamo potuto osservare per la prima volta l'intera evoluzione delle caratteristiche di una cometa nel suo percorso di avvicinamento e allontanamento dal Sole». E non è ancora finita: Rosetta continuerà a lavorare fino a settembre, quando sarà guidata nella discesa sulla cometa per raccogliere il maggior numero possibile di informazioni prima che la distanza dal Sole metta definitivamente a tacere i suoi strumenti per mancanza di energia.

Una manovra, la discesa, che non è andata a buon fine per il lander Philae e che a maggior ragione (probabilmente) non lascerà indenne Rosetta, che non è stata costruita per questo: di sicuro, invece, sarà fino all'ultimo un'importante messaggera di informazioni cometarie.

11 Aprile 2016 | Luigi Bignami