Spazio

La calotta polare di Plutone

Prime immagini ravvicinate di Plutone riprese dalla sonda New Horizons.

Il giorno del previsto fly-by di Plutone e del suo sistema di satelliti da parte della sonda della NASA New Horizons (il 14 luglio prossimo) si sta avvicinando e una delle fotocamere a bordo della navicella spaziale ha iniziato a inviare a terra delle immagini di questo remoto corpo planetario in cui si cominciano a intravedere dei particolari della sua superficie.

Clic sull'immagine per avviare l'animazione: una serie di immagini di Plutone e Caronte riprese dalla fotocamera LORRI a bordo di New Horizons tra il 12 e il 18 aprile 2015, quando la sonda si trovava tra i 111 e i 104 milioni di km dalla sua destinazione finale. © NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Plutone inizia a mostrare la sua faccia. Nelle immagini scattate pochi giorni fa da una distanza di poco superiore ai 100 milioni di km (2/3 della distanza Terra-Sole) utilizzando il Long-Range Reconnaissance Imager (LORRI), il pianeta nano mostra dei segni sulla sua superficie (alcuni chiari, alcuni scuri), tra cui un’area più luminosa che potrebbe essere una calotta polare.

«Mentre ci avviciniamo al sistema di Plutone iniziamo a vedere caratteristiche intriganti, come una regione chiara vicino al polo visibile di Plutone, dando inizio alla grande avventura scientifica per comprendere questo oggetto enigmatico», ha dichiarato John Grunsfeld, della Direzione delle missioni scientifiche della NASA.

Una calotta strana. Quella che con ogni probabilità è una calotta di azoto ghiacciato è stata individuata grazie a una particolare tecnica di trattamento delle immagini digitali detta di deconvoluzione. Le immagini, montate in un filmato, mostrano la danza di Plutone e Caronte attorno al comune centro di massa. Caronte, fra tutti i satelliti naturali dei principali oggetti del Sistema Solare, è il più grande rispetto al corpo a cui è legato dalla gravità: il suo rapporto di massa con Plutone è infatti di circa 1:9, mentre, nel caso di Terra e Luna è prossimo ad 1:81.

Terra e Luna a confronto con Plutone e Caronte. © Nasa/Jpl

Sorprese in arrivo. D’ora in poi la navicella della NASA sarà in grado di rivelare strutture geologiche della superficie di Plutone e Caronte. Con la visita a Plutone, declassato dal rango di pianeta a quello di pianeta nano dalla International Astronomical Union (IAU) nel 2006, si concluderà l’esplorazione di tutti i corpi più importanti del Sistema Solare, iniziata più di 50 anni fa. «Possiamo solo immaginare quali sorprese ci attendono quando New Horizons passerà a circa 12.500 chilometri sopra la superficie di Plutone, quest’estate», ha dichiarato Hal Weaver, progettista della missione presso la Johns Hopkins University.

5 maggio 2015 Mario Di Martino
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