Spazio

Sulla Terra non c'è più un luogo immune dall'inquinamento luminoso

Non esiste più un luogo della Terra da cui sia possibile osservare il cielo notturno al riparo dall'inquinamento luminoso. Colpa dei satelliti, ma non solo.

L'inquinamento luminoso è uno degli incubi di chi si occupa di astronomia: è sempre più difficile trovare un luogo sulla Terra da cui guardare il cielo senza venire disturbati dalle luci prodotte da noi esseri umani, ed è il motivo per cui telescopi più potenti del pianeta vengono costruiti in alta quota (il punto ideale dove costruirne uno si trova in Antartide).

Affollamento spaziale. C'è però un'altra forma di inquinamento luminoso che finora non abbiamo preso in considerazione se non parzialmente, e che invece, secondo un nuovo studio della Royal Astronomical Society, è talmente diffuso che non esiste più un luogo sulla Terra dal quale sia possibile guardare il cielo senze venire disturbati dai satelliti artificiali e dai rifiuti che abbiamo lasciato a galleggiare nello spazio negli ultimi decenni. E talvolta a farne le spese sono osservazioni di eventi che non accadono esattamente tutti i giorni, come il passaggio di meteore o, peggio, perché ancora più raro, quello di una cometa.

Il problema dei satelliti artificiali e della luce che emettono è noto da anni nel mondo dell'astronomia, e si sta facendo sempre più grave man mano che si moltiplicano le aziende che li spediscono in orbita.

Anche gli invisibili inquinano? SpaceX, per esempio, ne ha già fatti volare oltre 1.000 dal 2019 a oggi: le tracce luminose che si lasciano alle spalle mentre viaggiano creano problemi sia alle osservazioni a occhio nudo sia a quelle tramite strumenti, e infatti la compagnia ha già promesso di abbattere la luminosità dei propri satelliti a circa un quarto di quella attuale. Gli autori dello studio, però, si sono posti un'altra domanda: e se anche i corpi non visibili, per esempio i satelliti più piccoli o l'enorme quantità di rifiuti spaziali che orbitano intorno alla Terra, contribuissero all'inquinamento luminoso?

Secondo Miroslav Kocifaj, primo autore dello studio, anche i corpi celesti artificiali che non sono visibili singolarmente possono produrre luce, raccogliendo quella del Sole e riflettendola e disperdendola in atmosfera. L'effetto cumulativo prodotto dalle migliaia di satelliti e altri corpi artificiali che orbitano intorno alla Terra fa aumentare l'inquinamento luminoso di circa il 10%, anche nei luoghi più bui del pianeta.

Nessun posto idoneo. Il valore è significativo: nel 1979 la International Astronomical Union ha stabilito che gli osservatori astronomici devono essere costruiti dove l'inquinamento luminoso non supera il 10% della luce naturale; questo nuovo studio implica quindi che non esistano più luoghi sul pianeta dove è possibile costruire un osservatorio a norma, e da cui si può osservare il cielo notturno senza venire disturbati dalla luce artificiale prodotta dall'uomo.

7 aprile 2021 Gabriele Ferrari
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