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Kepler-10c, il gigante roccioso pesante come 17 Terre

Grande più del doppio della Terra, ma incredibilmente massiccio: un esopianeta scoperto dal cacciatore di Terre Kepler sovverte le (poche) certezze finora accumulate sui pianeti extrasolari.

kepler10c
Kepler-10c, in primo piano, e il suo gemello ultrarovente Kepler-10b (in rosso): entrambi orbitano intorno a una stella a 560 anni luce dalla Terra. Illustratione di CfA/David A Aguilar |

Un gigante roccioso grande oltre due volte la Terra, e con una massa pari a circa 17 volte quella del nostro pianeta è stato scoperto vicino a una stella a 560 anni luce da noi. Kepler-10c - questo il nome dell'esopianeta - ha caratteristiche di massa, dimensioni e densità così particolari da aver già conquistato il soprannome di "Godzilla delle Terre". Secondo gli astrofisici apparterrebbe a una categoria di pianeti extrasolari del tutto nuova, quella delle "Mega Terre".

 

Dimensioni extralarge
Kepler-10c fu osservato per la prima volta nel 2011 dal telescopio della Nasa Kepler, il "cacciatore" di nuove Terre. All'epoca, gli scienziati sono riusciti a svelarne solo le dimensioni: il suo raggio equivale a oltre due volte quello terrestre, per un totale di circa 30 mila chilometri di diametro. La taglia fece allora supporre che si trattasse di una versione ridotta del gigante gassoso Nettuno, che è grande circa 4 volte la Terra.

Un peso "impossibile"
Recentemente, la sorpresa: osservando l'esopianeta con lo spettrografo HARPS-N del Telescopio Nazionale Galileo alle Isole Canarie, Xavier Dumusque e i suoi colleghi dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Massachusetts, hanno scoperto che la massa dell'esopianeta equivale a circa 17 volte quella della Terra, più o meno la stessa di Nettuno. Ma poiché Kepler-10c è molto più piccolo di Nettuno, deve trattarsi di un pianeta incredibilmente denso e roccioso, in confronto al quale tutti gli altri pianeti rocciosi trovati al di fuori del Sistema Solare paiono dei nanerottoli.

 

Fuori dagli schemi
I precedenti calcoli dei geofisici suggerivano che la forza di gravità dovesse comprimere a tal punto i pianeti che i mondi rocciosi non potessero raggiungere più di due volte la stazza della Terra. Pianeti grandi come Kepler-10c dovrebbero, secondo il modello condiviso finora, abbondare in idrogeno e somigliare ai giganti gassosi del Sistema Solare come Nettuno, Giove o Saturno.

Per descrivere gli esopianeti più grandi della Terra, ma più leggeri di Nettuno si usava fino ad oggi il termine "super Terre": ma ora questa categorizzazione non basta più - Kepler-10c è una "mega Terra" in tutto e per tutto, a causa dell'impressionante massa.

Adatto alla vita?
Kepler-10c orbita intorno a una stella nella costellazione del Dragone, a 560 anni luce dalla Terra. Un anno sul pianeta dura 45 giorni terrestri e la temperatura superficiale è stimata in 310 °C: ma presenta un'atmosfera e delle nuvole che dovrebbero abbassarne considerevolmente la temperatura, fatto che lo renderebbe teoricamente abbastanza freddo da ospitare forme di vita.

Intorno, ma più vicino alla stessa stella orbita anche il pianeta gemello Kepler-10b, che completa un anno in appena 20 ore. Questo Sistema Solare si sarebbe formato 11 miliardi di anni fa, 3 miliardi di anni circa dopo il Big Bang: segno, secondo gli esperti, che i pianeti rocciosi - e con essi, eventuali forme di vita - potrebbero aver iniziato a svilupparsi molto prima di quanto ipotizzato finora.

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3 giugno 2014 | Elisabetta Intini