Alla Jaxa hanno deciso: l'Hayabusa 2 scende di nuovo su Ryugu

L'Agenzia spaziale giapponese si prende il rischio: nonostante le difficoltà poste dalla superficie molto accidentata dell'asteroide 162173 Ryugu, la sonda Hayabusa 2 sarà fatta scendere di nuovo.

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Questa straordinaria fotografia scattata da Hayabusa2 mostra l'ombra della sonda stagliata sull'asteroide, distante solo una decina di metri. Nel cerchio rosso la piccola ombra del ripetitore che serve a guidare con precisione la sonda verso la superficie.|JAXA, CAM-H.

Tutto è pronto per il secondo atterraggio su Ryugu, l'asteroide che è già stato campionato una volta dalla sonda giapponese Hayabusa 2, per la raccolta di un secondo campione: la discesa è prevista per l'11 luglio.

 

La decisione se scendere o non scendere una seconda volta è stata molto sofferta: la sonda ha già raccolto un campione dell'asteroide, che riporterà a Terra nel 2021, ma nel programma della Jaxa, l'Agenzia spaziale giapponese, vi era l'idea di prelevare anche un secondo campione da una regione dov'è stata fatta esplodere una piccola carica (lo scorso aprile), con l'obiettivo di mettere a nudo materiale non di superficie, teoricamente inalterato.

 

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La superficie rocciosa dell'asteroide Ryugu: una foto scattata dal rover della Jaxa MINERVA II 1B. | Jaxa

Perché allora tante incertezze per il secondo atterraggio? Il problema è che la superficie di 162173 Ryugu è parecchio accidentata, molto più ricca di massi di ogni dimensione di quanto ci si aspettava. Il primo touchdown è andato bene, perché azzardare un secondo atterraggio e rischiare di perdere tutto? Per settimane i ricercatori e gli ingegneri della Jaxa hanno lavorato alla questione.

 

Proviamoci! Alla fine si è deciso di seguire il programma, e pur con tutte le cautele del caso nella giornata dell'11 luglio dal centro di controllo di Jaxa si darà il via all'ultima parte della missione attorno a Ryugu, per raccogliere il secondo campione di suolo. Se tutto andrà bene, dopo l'impresa inizieranno le manovre per riportare a casa l'Hayabusa 2 e il suo carico dal valore scientifico inestimabile.

10 Luglio 2019 | Luigi Bignami