Il telescopio spaziale James Webb è completo

La costruzione del James Webb Space Telescope è stata appena completata. Tutti i pezzi, montati assieme, faranno un altro giro di test prima di essere lanciati nello spazio nel 2021.

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Il James Webb assemblato per la prima volta.|NASA/Chris Gunn

Una costruzione estremamente lunga, che doveva essere terminata dieci anni fa, raggiunge oggi un passo fondamentale: tutti gli elementi del Telescopio Spaziale James Webb sono stati assemblati. Questo formidabile telescopio ci permetterà di osservare l'universo primordiale e l'atmosfera di altri pianeti.

 

James Webb, assemblaggio.
Lo specchio del telescopio spaziale ha un diametro di 6,5 metri e può essere piegato per entrare nel razzo Arian 5. | NASA/Chris Gunn

Completo. Il James Webb si compone di due parti fondamentali: lo specchio e il corpo della sonda. Il primo è da record: la sua superficie, 7 volte quella di Hubble, permette al telescopio di raccogliere le poche manciate di fotoni che ci arrivano dall'universo primordiale. Il corpo della sonda invece si compone di antenna per le comunicazioni, pannelli solari per ricaricare le batterie e propulsori per orientare il telescopio.

 

Protezioni. Per evitare che le radiazioni del Sole, della Terra e della sonda stessa scaldino il telescopio e interferiscano coi sensibilissimi strumenti, lo specchio è protetto da ben 5 fogli isolanti. Si tratta di Kapton, un materiale già usato per le tute degli astronauti, placcato a sua volta di alluminio e silicio per riflettere più radiazioni possibili.

 

Illustrazione del James Webb Space Telescope una volta raggiunta la posizione operativa, con lo specchio aperto ad immagazzinare luce e i 5 fogli dispiegati. | Nasa/Esa

I sottilissimi fogli si dispiegheranno solo nello spazio aperto, raggiungendo l'ampiezza di un campo da tennis. Ora che tutti i pezzi sono stati montati, saranno sottoposti a un nuovo giro di test. Il lancio, anch'esso più volte rimandato, è previsto per il 2021.

 

Ma, prima di diventare operativo, il James Webb dovrà raggiungere la sua lontana dimora: il punto Lagrange L2. Qui, a 1,5 milioni di Km dalla Terra, potrà scandagliare il cielo alla ricerca di indizi sulla nascita dell'universo e sulla vita aliena.

 

 

 

09 Settembre 2019 | Davide Lizzani