Spazio

Il James Webb verso il lancio

Il James Webb Space Telescope, il più potente telescopio spaziale mai costruito, sarà lanciato a fine ottobre da un Ariane 5 dallo spazioporto di Kourou.

I test finali si sono conclusi per il meglio. Ora il James Webb Space Telescope (JWST), che si potrebbe definire come il futuro dell'astronomia è pronto per essere imbarcato verso lo spazioporto europeo di Kourou, nella Guiana francese. Da lì il 31 ottobre, se non vi saranno ritardi per cause tecniche o meteorologiche, verrà lanciato nello Spazio. Le ultime prove sono state condotte negli stabilimenti della Northrop Grumman, in California, e sono serviti come ultima verifica per il lancio, quando la capsula del telescopio sarà sottoposta a terribili tensioni e vibrazioni. Quando il JWST arriverà in Guiana verrà sottoposto a un'altra serie di controlli per verificare che nulla sia andato storto durante il trasferimento, quindi verrà rifornito del carburante che servirà per le manovre che dovrà fare in orbita, durante la sua vita lavorativa, e infine verrà integrato sul lanciatore europeo Ariane 5.
 
Chi lo ha voluto. Non è semplice definire che cos'è questo telescopio per l'astronomia. A questa missione hanno contribuito e continueranno a contribuire migliaia di scienziati, ingegneri e altri professionisti da 29 Stati. I promotori del telescopio sono stati la NASA, l'ESA e la CSA (l'Agenzia spaziale canadese) e l'ESA è stata responsabile dello sviluppo degli adattamenti di Ariane 5 e di tutto quel che servirà per lancio. Oltre a ciò, l'ESA ha contribuito con lo strumento NIRSpec (uno spettrografo, ossia un analizzatore delle radiazioni con una lunghezza d'onda che va da 0,6 a 5 micron) e con una quota del 50 per cento per lo strumento MIRI (un altro spettrografo a lunghezza d'onda diversa), oltre al personale per le operazioni di missione.

Dopo il lancio. Dopo aver compiuto una rivoluzione attorno alla Terra in 26 minuti ancora spinto dall'Ariane 5, il Webb si separerà dal corpo del lanciatore e aprirà i suoi pannelli solari. Quindi, nell'arco di circa un mese, il telescopio si muoverà fino alla sua posizione finale, a circa un milione e mezzo di chilometri di distanza dalla Terra. In questa fase il telescopio, che partirà ovviamente racchiuso su se stesso, si aprirà come i petali di un fiore e, raggiunta la sua destinazione, sarà sottoposto a un'altra serie di test prima di dare il via alle operazioni scientifiche - che inizieranno dopo sei mesi circa dal lancio.

Illustrazione: così apparirà nello Spazio il JWST quando avrà dispiegato lo specchio (in giallo); la parte inferiore, in grigio, è il sistema multistrato che lo proteggerà dalle radiazioni solari.
Illustrazione: così apparirà nello Spazio il JWST quando avrà dispiegato lo specchio (in giallo); la parte inferiore, in grigio, è il sistema multistrato che lo proteggerà dalle radiazioni solari. © ESA / ATG medialab

Il telescopio. Sarà il più grande telescopio spaziale mai lanciato nello spazio. Lo specchio primario ha un diametro di 6 metri e mezzo e rileverà lunghezze d'onda nella banda infrarossa. Poiché non è possibile lanciare nello spazio uno specchio unico di tali dimensioni, lo si è costruito in 18 specchi esagonali in berillio che si dispiegheranno dopo il lancio fino a formare lo specchio. Un grande scudo termico composto da più strati servirà per mantenere una temperatura operativa bassa per gli strumenti, per bloccare le interferenze da parte di corpi che non sono oggetto di ricerca, come il Sole o la Luna.
 
Il JWST ci mostrerà l'Universo più nascosto: stelle avvolte in nuvole di polvere, molecole nelle atmosfere di altri mondi, luce delle prime stelle e delle prime galassie. Con la sua suite di strumenti all'avanguardia, Webb ci farà superare le nostre attuali conoscenze del Sistema Solare, del modo con cui si formano le stelle e i pianeti e della formazione ed evoluzione delle galassie.

C'è ancora un "piccolo problema" che deve essere risolto prima del lancio: il nome... Quando nel 2002 si decise di chiamarlo James Webb, lo si fece in onore di James Edwin Webb, che guidò la Nasa nei suoi anni più delicati, quelli delle missioni Apollo. Recentemente però, alcuni astronomi hanno pubblicato su Scientific American un articolo dove ricordano che J.E. Webb fu implicato in atti persecutori nei confronti degli omosessuali all'interno delle istituzioni federali degli USA. Se ciò fosse vero, dicono gli astronomi, non sarebbe corretto dedicargli uno strumento così importante: la questione è dibattuta e altri scienziati hanno chiesto alla NASA ulteriori ricerche. Per quanto allo stadio attuale sembra difficile un cambio di nome ci sono ancora due mesi di tempo per decidere e, in ogni caso, ciò non influenzerà la data di lancio.

4 settembre 2021 Luigi Bignami
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