Scienza

Stazione Spaziale Internazionale: il 20 novembre 1998 il primo blocco

La più grande e pacifica collaborazione scientifica della Storia spegne 21 candeline: dal lancio della prima unità ad oggi ci ha insegnato che la cooperazione tra eccellenze tecnologiche può alimentare persino un avamposto umano nello Spazio.

Il 20 novembre 1998 un razzo Proton lanciato dalle steppe del Kazakistan portava nello Spazio il blocco funzionale cargo russo Zarya ("alba"), il primo elemento della ISS: quel tassello - un modulo temporaneo di controllo, che una volta in orbita iniziò a dispiegare antenne e pannelli solari - inaugurava una lunga stagione di assemblaggi, operazioni ed esperimenti nel cosmo.

se si uniscono le forze. La Stazione Spaziale compie 21 anni, e in tempi in cui si immaginano spedizioni su Marte o un ritorno alla Luna occorre ricordare quanto ambiziosi possano essere gli obiettivi di una così vasta collaborazione internazionale. Quella dietro la costruzione della ISS - uno sforzo che ha coinvolto Stati Uniti, Russia, Canada, Giappone e Agenzie spaziali di 11 Paesi dell'Unione Europea - ha permesso di arrivare alla costruzione del più grande veicolo spaziale mai costruito, un avamposto umano permanente che occupa un'area pari a quella di un campo da calcio e ha un volume abitabile superiore ai 1.200 metri cubi (cui l'Italia, attraverso ASI e aziende come Thales Alenia Space, contribuisce per oltre il 40%).

Stazione spaziale internazionale
Il modulo statunitense Unity (sulla destra) connesso a quello russo Zarya (a sinistra): la foto è stata scattata nel dicembre 1998 dall'equipaggio a bordo dello Space Shuttle Endeavour. © NASA

ISS in cifre. Dal novembre del 2000 più di 230 persone da 18 Paesi hanno lavorato in questo laboratorio privilegiato che permette di operare ricerche mediche, chimiche, fisiche e biologiche in microgravità, conducendo in tutto oltre 2.500 esperimenti. Per assemblare le oltre 100 componenti di questo gioiello tecnologico - tra i più complessi mai costruiti - ci sono voluti più di 50 viaggi con diversi vettori spaziali. Ma soprattutto è servito mettere da parte le tensioni della Guerra Fredda e della corsa allo Spazio per portare in orbita il meglio della tecnologia aerospaziale mondiale.

da nemici a partner. Nel 1991 il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton invitò la Russia a prendere parte al progetto di una stazione spaziale - abitata in modo permanente - immaginato da Ronald Reagan sette anni prima, nel quale erano già stati coinvolti Canada, Giappone e Agenzia Spaziale Europea (ESA). Oltre all'esperienza nel volo spaziale umano la Russia contribuì con i moduli pensati per la stazione sovietica Mir 2: i due storici avversari stavano iniziando a lavorare insieme per costruire il più grande laboratorio scientifico nello Spazio.

Stazione spaziale internazionale
L'equipaggio dell'Expedition 1, il primo ad abitare sulla ISS. © NASA

I primi occupanti. Il 4 dicembre 1998 partiva la prima missione di assemblaggio della ISS, la STS-88: obiettivo dello Shuttle era portare in orbita il modulo americano Unity e connetterlo a Zarya. Il 31 ottobre del 2000 eravamo ormai pronti ad abitare la neonata base: l'Expedition 1 portò in orbita William M. Shepard, Sergey K. Krikalev e Yuri P. Gidzenko, il primo equipaggio della ISS, che rimase a bordo per 136 giorni. Da allora il nostro avamposto è stato sempre abitato (e speriamo che continui ad esserlo).

La NASA dovrebbe continuare a investirvi fino al 2024, ma la vita operativa della ISS potrebbe continuare senza problemi fino al 2028. Il futuro della base è comunque ancora incerto, e potrebbe prevedere un contributo delle compagnie spaziali private. A fine vita, la Stazione Spaziale Internazionale sarà deorbitata e fatta precipitare nel Pacifico.

20 novembre 2018 Elisabetta Intini
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