Spazio

Il mistero delle isole di Titano

Il radar della sonda Cassini ha osservato nel tempo una continua variazione delle coste. Maree o innalzamento del livello del mare possono essere le cause di ciò.

Titano, luna di Saturno, è uno dei più misteriosi e accattivanti oggetti del Sistema Solare. Ha un diametro medio di 5.150 chilometri (è più grande di Mercurio!) e la sua spessa atmosfera d’azoto ci ha sempre impedito l'osservazione diretta della sua superficie. Almeno finché non sono arrivati a Saturno la sonda Cassini e il suo carico (luglio 2004), la piccola sonda Huygens, che nel gennaio 2005 è scesa sulla superficie di Titano, inviando dati per ben 219 minuti prima di perdere il contatto.

Titano è stato "osservato" anche grazie al radar della Cassini, grazie al quale sono stati rilevati i suoi mari di idrocarburi, come il metano, che in quelle condizioni di temperatura e pressione sono liquidi.

Dettagli del mare Kraken: isole scomparse. © Nasa/Esa

Ligeia e kraken. Tra le distese liquide, una in particolare ha attirato l’attenzione dei ricercatori, il mare di Ligeia (usiamo qui la parola mare per indicare una vasta distesa liquida). Con una superficie di 130.000 chilometri quadrati, più di un terzo dell'Italia, è il secondo più grande di Titano: ha coste frastagliate, penisole e arcipelaghi. Una di queste strutture, quella evidenziata dal rettangolo bianco nell’immagine qui sopra, ha mostrato notevoli variazioni nel corso degli anni.

Nel 2007, 2013, 2014 e 2015 è stata ripetutamente “fotografata” dal radar rivelando forme diverse e, ancora più sorprendente, "rispondendo" in modo diverso alle onde radio lanciate dal radar. L’intera serie di immagini è stata da poco pubblicata dalla Nasa.

Variazioni simili sono state osservate anche in altri punti delle coste e in un altro mare, il Kraken, e questo ha infine portato alla conclusione che questi mari non sono stagnanti, ma attivi e dinamici. Un ultimo passaggio radar Cassini lo farà nell'aprile del 2017, poco prima che la missione sia ufficialmente dichiarata chiusa e la sonda venga fatta tuffare nell'atmosfera di Saturno.

Le ipotesi. Non è semplice capire cosa modifica nel tempo le coste di Titano, ma le ipotesi non sono molte: potrebbero essere onde più o meno violente proprio durante il rilevamento del radar, oppure variazioni di livello dovuti a fenomeni di marea o ancora bolle di metano in risalita.

Quel mondo è davvero unico, almeno per la nostra esperienza: laghi, mari, fiumi, piogge e montagne... Verrebbe quasi da pensare alla Terra, se non fosse che ciò che cade dal cielo sono idrocarburi, non acqua.

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3 marzo 2016 Luigi Bignami
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