Spazio

È in azione il più grande telescopio virtuale del mondo

L'Event Horizon Telescope, una collaborazione di radio antenne sparse per il pianeta, ha puntato i suoi "occhi" per ottenere la prima immagine di Sagittarius A*, il colossale buco nero al centro della Via Lattea.

Il radiotelescopio virtuale più grande del mondo in queste ore precise sta compiendo una missione epocale: ottenere la prima foto di un buco nero. E non di uno qualunque ma di Sagittarius A*, il "mostro" 4 milioni di volte più massiccio del Sole a 26 mila anni luce dalla Terra, al centro della Via Lattea.

L'Event Horizon Telescope (EHT), è in effetti una rete di circa 50 telescopi che si estende dal Polo Sud alle Hawaii, dalle Americhe all'Europa: se riunita in un unico ipotetico supertelescopio avrebbe un diametro di 12.000 km, pari a quello della Terra: è questo il formidabile strumento virtuale che sta fotografando il colosso celeste, tra il 5 e il 14 aprile 2017.

Che cosa si dovrebbe vedere. Le riprese dovrebbero permettere di cogliere un profilo ben contrastato dell'oggetto, un anello luminoso che circonda una regione scura centrale (l'ombra): un'area di circa 20 milioni di km fino al cosiddetto orizzonte degli eventi, la zona oltre la quale ogni cosa, materia o luce che sia, viene intrappolata dalla gravità del buco nero.

La striscia di luce sarebbe prodotta dall'emissione di gas e particelle accelerati ad altissime velocità e disintegrati prima di essere definitivamente "risucchiati". Forma e dimensioni di striscia e ombra sono predette dalla teoria della relatività generale di Einstein: una discrepanza potrebbe mettere in discussione la teoria.

L'ago nel pagliaio. Riuscire a fotografarla sarebbe un'impresa equivalente a ritrarre un grappolo d'uva sulla Luna. Ma alcune illustri aggiunte alla collaborazione, inclusa quella dell'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), in Cile, fanno ben sperare: lo strumento ha aumentato la sensibilità della nostra fotocamera virtuale di 10 volte.

Bisognerà aspettare. Per vedere il risultato di questo lavoro occorrerà comunque attendere l'inizio del 2018: le osservazioni dell'EHT - l'equivalente di 10.000 terabyte di dati - saranno infatti prima elaborate e trasformate in immagini da potenti software al MIT Haystack Observatory di Westford (Boston, Massachusetts).

6 aprile 2017 Elisabetta Intini
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