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Il telescopio della NASA e le foto del Sole

Lo studio delle foto del Sole catturate nel 2012 dal telescopio Hi-C (NASA) ha rivelato inattesi filamenti di plasma in una regione che si riteneva neutra: la fisica del Sole continua a sorprendere.

Un'immagine del Sole catturata durante il volo suborbitale del telescopio Hi-C, compiuto nel 2012
Un'immagine del Sole catturata durante il volo suborbitale del telescopio Hi-C, compiuto nel 2012: lo studio di queste immagini ha rivelato strutture inattese. Il riquadro indica la regione del Sole analizzata. | University of Central Lancashire

Un team internazionale di ricercatori coordinati dalla University of Central Lancashire (UK) ha rilasciato straordinarie immagini del Sole, in alta risoluzione, riprese dal telescopio Hi-C (High Resolution Coronal Imager) della NASA durante il suo volo suborbitale del 2012. Lo studio di quelle immagini, pubblicato su Astrophysical Journal, ha permesso di scoprire che parti dell'atmosfera del Sole, ritenute oscure o prive di particolari distintivi, sono in realtà colme di filamenti di plasma (gas ad altissima temperatura) relativamente sottili, del diametro di circa 500 chilometri. Ognuno dei filamenti raggiunge una temperatura di circa un milione di gradi e possono essere lunghi anche migliaia di chilometri. I filamenti seguono le linee del campo magnetico locale, ma la loro spiefilamenti di plasma, gazione è al momento incerta, perché il quadro generale che spiega i campi magnetici del Sole non li prevede.

 

Un'immagine del Sole catturata durante il volo suborbitale del telescopio Hi-C, compiuto nel 2012
Un'immagine del Sole catturata durante il volo suborbitale del telescopio Hi-C, compiuto nel 2012: lo studio di queste immagini ha rivelato strutture inattese. | University of Central Lancashire

 

Il fisico solare Robert Walsh, uno dei ricercatori, a commento delle immagini dell'Hi-C afferma che «per avere un'idea del progresso ottenuto con queste immagini si pensi alla differenza nel vedere una partita di calcio con un televisore normale e uno ad alta risoluzione: il primo ci mostra un bel campo da calcio uniforme, il secondo ci permette di vedere anche i fili d'erba».

 

Una nuova missione. L'11 luglio del 2012 l'Hi-C, in testa a un razzo che lo portò fino a 283 km di quota, ebbe giusto una decina di minuti per scattare 165 immagini di una piccola regione del Sole all'ultravioletto, prima di proseguire lungo la parabola che l'avrebbe riportato a terra. Equipaggiato con una fotocamera la cui risoluzione era 14 volte superiore agli strumenti del Solar Dynamics Observatory, l'Hi-C ha potuto rilevare strutture con diametri nell'ordine dei 70 km (lo 0,01% delle dimensioni del Sole).

 

Un'immagine del Sole catturata durante il volo suborbitale del telescopio Hi-C, compiuto nel 2012
Un'immagine del Sole catturata durante il volo suborbitale del telescopio Hi-C, compiuto nel 2012: lo studio di queste immagini ha rivelato strutture inattese. | University of Central Lancashire

 

Il team sta ora pianificando un secondo lancio per catturare nuove immagini in alta risoluzione su aree specifiche, che per l'occasione potrebbero essere analizzate contemporaneamente dagli strumenti a risoluzione inferiore ma maggiore campo delle sonde in viaggio attorno al Sole, ossia la Parker Solar Probe della NASA e il Solar Orbiter dell'ESA. Spiega Amy Winebarger, responsabile scientifica dell'Hi-C, che «queste immagini ci mostrano un quadro totalmente nuovo dello strato più esterno del Sole», che abbiamo bisogno di comprendere meglio, non solo per capire a fondo "come funziona" la nostra stella da punto di vista puramente scientifico, ma anche per sviluppare nuovi modelli che permettano di prevedere i brillamenti e le esplosioni solari.

11 aprile 2020 | Luigi Bignami