Spazio

Il telescopio cinese da due anni sulla Luna

A bordo del lander Chang’e 3 un piccolo osservatorio agli ultravioletti, che sfrutta l'assenza di atmosfera per osservazioni privilegiate.

Sono passati due anni da quando la Cina ha inviato la sua prima, seguitissima missione sul suolo lunare. E mentre il rover Yutu ha cessato di funzionare a marzo di quest'anno, il lander Chang’e 3 sembra passarsela ancora bene. Non solo.

In un articolo scientifico pubblicato questa settimana, i ricercatori cinesi responsabili della missione hanno rivelato anche di aver inviato sul suolo lunare, montato a bordo del lander, un telescopio robotico di 15 cm che funziona ininterrottamente da due anni.

postazione speciale. Il dispositivo è attivo nella banda degli ultravioletti e adatto a osservazioni astronomiche impossibili da compiere da Terra. La Luna è priva di atmosfera e la qualità delle osservazioni nell'ultravioletto da lassù non è raggiungibile con le strumentazioni terrestri.

Il telescopio, che nei piani iniziali doveva funzionare soltanto per un anno, ha invece all'attivo già 2 mila ore di osservazioni e ha già studiato una quarantina di stelle. Nel suo mirino è finita anche la Galassia Girandola (NGC 5457) nella foto qui sotto: non un'immagine spettacolare come quelle che siamo abituati a vedere, ma un importante documento nella gamma degli UV.

La Galassia Girandola fotografata dal telescopio lunare. © NAOC/ILOA/UH-Hilo/CFHT

Primato. Gli astronauti dell'Apollo 16 portarono sulla Luna un telescopio agli ultravioletti a funzionamento manuale, ma quello cinese è il primo a funzionare da remoto. Molto si deve al suo mantenimento: all'alba e al tramonto, quando la polvere lunare è più fitta, viene riposto all'interno del lander. Grazie a questo accorgimento si è conservato finora, e potrebbe vedere ulteriormente estendere la sua missione alla fine dell'anno.

14 ottobre 2015 Elisabetta Intini
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