Il robot elastico della Nasa, si piega ma non si spezza

Si chiama Super Ball Bot somiglia a una tenda da campeggio, muta forma fluidamente e sfrutta la sua adattabilità per risultare indistruttibile.

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Tenda da campeggio... o robot? | NASA Ames/Eric James

Dimenticate i robot tradizionali. Per atterrare su pianeti più o meno conosciuti ed esplorarli, la Nasa sta studiando automi dal design completamente inedito.

 

L'ultimo esempio arriva dagli scienziati del Niac (Nasa Innovative Advanced Concept) che hanno messo a punto un prototipo che rompe le convenzioni dell'ingegneria robotica. Si chiama Super Ball Bot e sembra un ammasso di tubi e cavi, simili a quelli che tengono in piedi una tenda da campeggio. Ma, grazie a una tecnologia che si basa su alcuni principi esistenti in natura, è in grado di adattarsi alle situazioni più estreme.

 

Nuovo paradigma. Per poter atterrare indenne su un pianeta e muoversi superando ostacoli imprevedibili senza subire danni, i robot del prossimo futuro non potranno assomigliare a quelli antropomorfi (due gambe, braccia, testa) che abbiamo sempre visto anche al cinema. E non ricorderanno nemmeno Spot, il modello a quattro zampe di Boston Dinamics per Google, di cui vi abbiamo parlato.

 

Potrebbero invece avere una struttura analoga a quella di una tenda da campeggio. È questo l'aspetto del Super Ball Bot, un robot fatto di bacchette metalliche e cavi che si estendono e ritirano a comando. Questa tecnologia può gestire l'impatto di un atterraggio, contrarsi per attraversare spazi ridotti e risalire i crateri con una specie di crawl (il movimento della bracciata dello stile libero nel nuoto).

 

La tecnologia. I due creatori del robot, Vytas SunSpiral (si chiama proprio così) e Adrian Agogino (anche lui si chiama proprio così), hanno basato il loro progetto sulle intuizioni di Buckminster Fuller, l'inventore della cupola geodetica e della teoria della tensegrità. I due ricercatori della Nasa hanno aggiunto a questi principi la capacità di allungare o ritirare i cavi: i bastoncini e gli elastometri si bilanciano automaticamente, distribuendo lo stress da impatto lungo tutto il corpo.

 

In questo modo Super Ball Bot si adatta a ogni tipo di superficie o condizione avversa (pensiamo alle pressioni elevatissime di alcuni corpi celesti), rendendolo pressoché indistruttibile.

 

Come natura insegna. L'agenzia spaziale americana (vedi anche: il concept del sommergibile per l'esplorazione di Titano), non ha fatto altro che adattare dei principi già esistenti in natura, ad esempio nei sistemi muscolari delle vertebre animali o nei tendini delle mani: «La natura utilizza questi principi con uno scopo», spiega SunSpiral, sottolineando come i robot possano sfruttarli a proprio beneficio. I vantaggi sono anche legati all'equilibrio costante e al peso leggero, che ne facilita trasporto e riparazione.

 

Giocherellone. Il Super Ball Bot, su cui la Nasa sta continuando gli esperimenti, verrà presentato alla IEEE International Conference on Robotics and Automation (ICRA) il prossimo agosto, ma già possiamo vederlo all'opera in una simulazione video in inglese che riportiamo sotto: i creatori giocano con il loro "bambino" mostrandone le capacità di assorbimento dei colpi e di adattamento a varie situazioni.

 

7 marzo 2015 | Martino De Mori