Il risveglio della cometa Churyumov-Gerasimenko

La cometa Churyumov-Gerasimenko inizia a mostrare chiari segni di attività. La sonda Rosetta ha infatti ripreso un bel getto di gas e polveri che fuoriesce dal suo nucleo ghiacciato. Con l’avvicinarsi al Sole, aumenterà l’emissione di vapore a cui farà seguito l'espandersi della chioma e, successivamente, la formazione della coda.

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Le quattro immagini con cui è stato effettuato questo montaggio del nucleo della cometa Churyumov-Gerasimenko sono state riprese dalla telecamera di navigazione NavCam della sonda europea Rosetta il 26 settembre scorso da una distanza di circa 26 km. Al centro dell’immagine, corrispondente al “collo” del nucleo cometario, è chiaramente visibile un cluster di getti di gas e polveri. | ESA/Rosetta/NAVCAM

La cometa Churyumov-Gerasimenko inizia a mostrare chiari segni di attività. La sonda Rosetta ha infatti ripreso un gruppo di getti di gas e polveri che fuoriescono dalla regione centrale del suo nucleo ghiacciato. Questa parte del nucleo, che è la zona di contatto tra i due lobi da cui è costituito, è stata soprannominata il “collo”.

 

Con l’avvicinarsi al Sole, e con il conseguente incremento di temperatura, aumenterà la sublimazione dei ghiacci presenti al di sotto della crosta estremamente scura, composta da materiali inerti. L’attività subirà un continuo aumento, con emissioni crescenti di gas e polveri a cui farà seguito l'espandersi della chioma e, in breve tempo, la formazione della coda. È la prima che volta viene osservata in diretta la formazione di jet di vapori e polveri emessi da un nucleo cometario.

 

Immagine tridimensionale del nucleo della cometa Churyumov –Gerasimenko in cui sono visibili i getti di gas e polvere che fuoriescono dal “collo”. Per una visione 3D è necessario indossare gli occhiali di plastica blu-rossi. | ESA/Rosetta/NAVCAM/Mattias Malmer

I getti, originati in diversi punti della superficie del nucleo e prossimi tra di loro, sono il prodotto della sublimazione dei ghiacci di cui è prevalentemente formato il nucleo (la sublimazione è la transizione di fase dallo stato solido a quello aeriforme - gas - senza passare dallo stato liquido). In questo processo, al di sotto della crosta si formano sacche di vapore che, superata la pressione critica, provocano la rottura della crosta stessa: da queste fessure i gas fuoriescono sotto forma di getti assimilabili a dei geyser, trascinando con sé discrete quantità di polveri.

 

Il monitoraggio continuo dell’attività cometaria è di estrema importanza per il successo della missione in corso. Dalla sonda Rosetta, infatti, il prossimo 12 novembre si staccherà il modulo Philae, vero e proprio laboratorio automatico, che dovrà ancorarsi alla superficie della cometa: un'operazione resa ancora più complessa e rischiosa proprio da''attività della cometa stessa.

 

Sono già state identificate due zone di accometaggio. Quella al momento preferita, il cosiddetto sito J, è scientificamente più interessante ma è anche quella più rischiosa. Se la manovra dovesse presentare eccessive complicazioni, i responsabili della missione avranno la possibilità di optare per un piano alternativo sul sito C, per adesso considerato ancora di riserva.

 

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6 ottobre 2014 | Mario Di Martino