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Il riflesso di un lago di Titano

Se fosse stata necessaria un’ulteriore conferma alla presenza di bacini di idrocarburi su Titano, questa ce l’ha data una bellissima immagine ripresa dalla...

Se fosse stata necessaria un’ulteriore conferma alla presenza di bacini di idrocarburi su Titano, questa ce l’ha data una bellissima immagine ripresa dalla sonda Cassini, che ci mostra un intenso flash luminoso prodotto dalla riflessione della luce solare sulla superficie di uno di questi laghi. Il lampo di luce è stato rilevato dallo strumento di concezione italiana VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer) lo scorso 8 luglio, quando la Cassini si trovava ad una distanza dal più grande satellite di Saturno circa 200.000 km. Questo fenomeno conferma la presenza di idrocarburi liquidi superficiali nell’emisfero settentrionale del satellite, dove i laghi di idrocarburi, come abbiamo visto, sono più numerosi rispetto all’emisfero meridionale (post del 7/12/2009). Le regioni polari dell’emisfero boreale di Titano sono state avvolte dall’oscurità negli ultimi 15 anni, ma in questo periodo la luce solare ha ricominciato ad illuminare quest’area in coincidenza con l’equinozio di primavera, che si è verificato nell’agosto 2009.

 

Immagine del flash luminoso prodotto dalla riflessione della luce solare sulla superficie di un lago di idrocarburi presente nelle regioni polari settentrionali di Titano, il maggiore dei satelliti di Saturno, ripresa dallo strumento VIMS della sonda 'Cassini'.

 

La densa e opaca atmosfera di Titano diffonde e assorbe la luce a molte lunghezze d’onda, compresa la maggior parte dello spettro visibile, ma lo strumento VIMS è stato in grado di riprendere il bagliore nell’infrarosso ad una lunghezza d’onda di 5 micron. Questa luce, infatti, riesce ad attraversare l’atmosfera del satellite. Confrontando questa nuova immagine con dati radar ed altre immagini infrarosse riprese dalla sonda Cassini tra il 2006 e il 2008, i responsabili della missione sono stati in grado di correlare la riflessione alla linea di costa della parte meridionale di un lago denominato Mare Kraken. La sua superficie è di circa 400.000 km2 (circa il 20% più grande dell’Italia) e la riflessione si è verificata da una parte di questo vastissimo lago che si trova a 71°di latitudine nord e a 337° di longitudine ovest. Il confronto tra le vecchie immagini e dati radar e la posizione del flash mostra che la linea di costa del Mare Kraken è rimasta stabile nel corso degli ultimi 3 anni e che Titano è caratterizzato da un ciclo idrologico che porta liquidi (idrocarburi) sulla sua superficie.

L’elaborazione dell’immagine è stata molto complessa ed ha richiesto una grande mole di lavoro, in quanto si doveva escludere che il riverbero fosse stato provocato dalla riflessione della luce solare da parte di materiale ghiacciato eruttato da un qualche “criovulcano”.

Questi risultati ci confermano l’unicità di Titano tra tutti i corpi che formano il nostro sistema planetario, ma ci mostrano anche come i liquidi, di qualsiasi natura essi siano, modellino le superfici geologiche nello stesso modo.

Questa è la situazione che fotografiamo oggi, grazie ai dati raccolti della sonda Cassini, una macchina che sinora ha funzionato alla perfezione superando anche le più ottimistiche aspettative.

 

21 dicembre 2009 | Mario Di Martino