Da Star Trek alla NASA: arriva il raggio traente

La NASA finanzia ricerche al limite della fantascienza: i primi a beneficiarne sono tre studi sul raggio traente. A quando il teletrasporto?

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I rover spaziali del futuro potrebbero impiegare "aspiratori laser" per raccogliere i campioni (© foto Dr. Paul Stysley)

Il raggio traente, una delle più geniali e affascinanti invenzioni degli autori di Star Trek, potrebbe presto diventare realtà. Gli appassionati del celebre telefilm sanno di cosa si tratta: un raggio di luce in grado di attrarre oggetti, asteroidi, satelliti ma anche astronavi verso il vascello spaziale comandato dal Capitano Kirk.
Ebbene la NASA ha recentemente annunciato di aver finanziato tre diverse ricerche che hanno come obiettivo proprio la realizzazione di questo fantascientifico dispositivo.

Aspirapolvere laser
Le ambizioni dell'ente spaziale per ora sono comunque piuttosto contenute: gli scienziati americani si accontenterebbero di un raggio traente abbastanza forte da catturare la polvere cosmica lasciata dal passaggio delle comete e altri reperti spaziali di piccolissime dimensioni.
Il primo dei tre progetti ai quali si è interessata la NASA prevede l'impiego di un vortice ottico per imbrigliare le particelle. Due raggi laser surriscaldano l'atmosfera attorno alla particella da catturare: intensificando e indebolendo alternativamente l'intensità delle due sorgenti luminose è possibile far muovere il campione di materia e portarlo verso il satellite o il veicolo spaziale che effettua la raccolta.
Questa tecnologia ha però un evidente limite: non può funzionare nel vuoto.

Raggi respingenti e laser ad anello
Un secondo gruppo di ricercatori sta concentrando i propri sforzi sui campi elettromagnetici generati dai raggi laser: l'idea è quella di utilizzarli per “spingere” le particelle da catturare in una precisa direzione e imbrigliarle in una specie di trappola. Un sistema di questo tipo potrebbe funzionare anche nel vuoto e potrebbe essere impiegato per studiare la composizione di lune o altri corpi celesti privi di atmosfera.
La terza possibilità per ora esiste solo su carta: prevede l'impiego di fasci di Bessel, raggi laser che invece di essere puntiformi sono formati da cerchi concentrici simili alle onde generate da un sasso lanciato in uno stagno. Secondo i fisici questi particolari raggi potrebbero indurre un campo elettromagnetico capace di attrarre la particella bersaglio in direzione opposta a quella della loro propagazione.
L'interesse della NASA per questa tecnologia è duplice: i responsabili del progetto vorrebbero trovare un metodo per la raccolta dei campioni spaziali più efficiente di quelli meccanici attualmente in uso, ma soprattutto meno costoso.
E nel frattempo c'è già qualcuno che ipotizza applicazioni meno scientifiche ma molto più pratiche di queste rivoluzionarie idee: per esempio un super aspirapolvere laser per la rimozione delle particelle di polvere e di sporco dai tappeti di casa.

03 Novembre 2011 | Franco Severo