Spazio

Il polo sud di Encelado è più caldo del previsto

L'area del polo sud della luna di Saturno è più calda del previsto, forse perché l'oceano sotto alla crosta di ghiaccio è molto vicino alla superficie.

Negli ultimi 10 anni la missione internazionale Cassini, che sta studiando Saturno, ha rilevato un’intensa attività geologica al polo sud della luna ghiacciata Encelado, dove, da alcune fratture, sono stati osservati veri e propri getti di acqua che suggeriscono la presenza di un mare sotterraneo. I getti d'acqua, paragonabili a geyser, sono stati osservati in prossimità di quattro grandi fratture della crosta di ghiaccio che avvolge il satellite, chiamate tiger stripes (unghiate di tigre).

Un nuovo studio (vedi Nature Astronomy) basato su osservazioni a microonde della regione dimostra che in quell'area la temperatura vicino alla superficie è superiore al previsto. Questo suggerisce che lo spessore del ghiaccio in quella regione è inferiore, e che acqua relativamente calda - più calda delle aree circostanti - deve essere presente pochi chilometri al di sotto della superficie.

20 °C in più. L'analisi depone a favore dell'ipotesi che il nucleo di Encelado possa essere caldo, e che il calore sia tresportato e dissipato dall'acqua di quella intercapedine tra la crosta ghiacciata e il nucleo roccioso.

La zona lunga 500 chilometri studiata dal gruppo di Alice Le Gall: le temperature rilevate sono maggiori che in altre regioni del satellite. © NASA/ESA

Spiega Alice Le Gall, del Laboratoire Atmosphères, Milieux, Observations Spatiales (LATMOS): «La nostra ricerca si basa sull'unico sorvolo che realizzato sul polo sud di Encelado, durante il quale lo abbiamo studiato attraverso l'analisi delle microonde, una metodologia che permette una visione di quel che sta accadendo subito sotto la superficie ghiacciata. I rilevamenti mostrano che sotto i primi metri dalla superficie le temperature sono dell'ordine di circa 20 gradi centigradi più elevate rispetto alle aree circostanti».

Questo non può essere spiegato, secondo la ricercatrice, come esclusiva conseguenza dell'irraggiamento solare: ci deve essere una fonte di calore all'interno della luna. Purtroppo la ricerca di Le Gall si è limitata ad una fascia lunga circa 500 km e larga 25, tra i 30 e i 50 km a nord delle tiger stripes. «Le anomalie», aggiunge, «non sono legate all’attività delle tiger tripes - che ta tempo non emettono getti di vapore - ma con altre fratture che non sembrano essere origine di geyser, al momento.»

Uno spaccato di Encelado: sotto alla crosta di ghiaccio dello spessore di una ventina di km c'è un oceano, che a sua volta racchiuderebbe completamente un nucleo roccioso caldo. © NASA/ESA

L’oceano a 2 km. Tutto questo potrebbe indicare che nella regione polare l'oceano sottostante la crosta ghiacciata possa trovarsi a soli 2 km dalla superficie, un'ipotesi che concorda con i risultati di un altro studio, coordinato da Ondřej Čadek (geofisico, università di Praga), pubblicato nel 2006: la ricerca sostiene che l'oceano si trova alla profondità media di 20 km, ma che in prossimità del polo sud arriva a soli 5 km dalla superficie.

Le Gall è dell’idea che la fonte di calore sotterranea è legata al ciclo di marea cui è sottoposta la luna lungo la sua orbita eccentrica attorno a Saturno.

Questo induce compressioni, sollecitazioni e deformazioni del nucleo roccioso e della crosta ghiacciata, tutti fenomeni che dissipano energia termica.

Conclude la ricercatrice: «Se il mare sotterraneo di Encelado è davvero così vicino alla superficie, una futura missione che trasporti un radar potrebbe facilmente "penetrare" lo strato di ghiaccio e analizzare quel mare».

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20 marzo 2017 Luigi Bignami
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