Il nuovo equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale

Placato il clamore seguito agli annunci della Nasa (vedi), torniamo a parlare della Stazione spaziale: dopo il rientro di Samantha Cristoforetti e i ritardi causati dell'incidente del cargo Progress, è arrivato il nuovo equipaggio e tutto è rientrato nella routine.

Partito il 22 luglio alle 23:02, ora italiana, dalla base di Baikonur in Kazakistan, il nuovo equipaggio della ISS è arrivato a destinazione dopo un viaggio di circa sei ore a bordo della navetta russa Soyuz (nel video in inglese pubblicato dalla Nasa potete vedere il decollo). Sulla Stazione è dunque ufficialmente iniziata Expedition 44, che durerà cinque mesi.

 

Ritardi. La squadra di cosmonauti, in realtà, si sarebbe dovuta insediare sull’avamposto spaziale già due mesi fa. La partenza, prevista per lo scorso 26 maggio, era stata rimandata a causa dell’incidente del 28 aprile al cargo russo Progress: un lancio fallito che ha costretto a riprogrammare il calendario delle missioni e a ritardare il rientro dell'Expedition 42-43, a cui partecipava Samantha Cristoforetti.

 

Ma anche l’arrivo dei nuovi inquilini ha subito un piccolo ritardo, 31 minuti oltre l’orario programmato, dovuto a qualche problema nel riequilibrare in fase di attracco la pressione della Soyuz con quella della Stazione Spaziale.

 

Il nuovo equipaggio. I tre nuovi abitanti della ISS (foto sotto) sono Kjell Lindgren, astronauta della NASA, Oleg Kononenko della Russian Federal Space Agency (Roscosmos) e Kimiya Yui della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA).

 

Da sinistra a destra: Kjell Lindgren, Oleg Kononenko e Kimiya Yui. | REUTERS/Shamil Zhumatov

Il russo Kononenko, ingegnere meccanico, ha 51 anni ed è alla terza missione sull’ISS, dopo quelle nel 2008 e nel 2012. Lindgren, medico di 42 anni, e il quarantacinquenne ingegnere di volo Yui sono invece alla loro prima esperienza in orbita. Sulla Stazione sono stati accolti dal comandante Gennadij Padalka e dagli ingegneri di volo Scott Kelly e Michail Kornienko.

 

26 luglio 2015 | Andrea Bressa