Le foto più importanti e belle della sonda Cassini

1º luglio 2004: dopo un viaggio di 3 miliardi e mezzo di chilometri durato 7 anni la sonda Cassini entra nell'orbita di Saturno. Da allora, Cassini non ha mai smesso di stupirci con foto e scoperte. Cronistoria di una missione di successo, che volge ora al termine.

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15 ottobre 1997. Un potente razzo Titan IV/B Centaur si alza da Cape Canaveral (Florida). Nella sua pancia trasporta uno dei più pesanti e grandi satelliti mai spediti nello spazio. Si tratta della nave spaziale Cassini diretta verso Saturno e della sonda Huygens che ha "chiesto un passaggio" fino a Titano, la luna più grande e interessante del pianeta.
Per raggiungere la loro meta percorreranno in sette anni 3,4 miliardi di km. 15 settembre 2017: con un tuffo annunciato nell'atmosfera di Saturno, Cassini pone fine a un'avventura durata 20 anni (meno un mese). Due decenni di scoperte, dati scientifici e immagini memorabili. Proviamo a ripercorrerli attraverso le foto inviate dalla sonda.

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Cassini, dopo le sonde sovietiche Phobos 1 e 2, è il più grande satellite per esplorazioni planetarie mai costruito: alto 6,7 metri, ha un diametro di circa 4 metri. Ha dunque le dimensioni di un pullman da 30 posti. Ma a bordo niente passeggeri: soltanto 12 strumenti supertecnologici (un record anche questo) per misurare campo magnetico, atmosfera, anelli e satelliti di Saturno. (Guarda il multimedia per scoprirne tutti i segreti)
Cassini e Huygens sono nate dalla collaborazione tra la Nasa, l'agenzia spaziale europea e quella italiana. 

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Ecco una limpida immagine di Saturno, la prima arrivata  dalla sonda Cassini (dal nome dell'astronomo italiano Gian Domenico Cassini, che nel 1675 studiò Saturno e ne rivelò quattro satelliti), quando si trovava ancora a ben 285 milioni di km (due volte la distanza tra il Sole e la Terra) dalla meta. Saturno, il secondo pianeta del sistema solare e quello con la densità più bassa, inferiore a quella dell'acqua, è composto principalmente da un'atmosfera di idrogeno (94%) ed elio (6%) più un cocktail di tracce di ammoniaca e metano. Sotto l'atmosfera si trova uno strato di idrogeno ad altissima pressione che circonda il cuore del pianeta, composto da materiale liquido e roccioso della stesse dimensioni della Terra. Non è la prima volta che una missione spaziale allunga i suoi occhi sul pianeta: Pioneer 11 nel 1979 e le Voyager 1 e 2, nel '80 e '81 gli sono passati accanto.

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In questa foto alla luce visibile è possibile scorgere con chiarezza le differenze tra le fasce degli anelli (vedi foto seguenti) e alcuni fenomeni atmosferici. Sono proprio questi due dei principali campi di indagine della sonda. Lo spicchio di luce azzurra che si nota nell'emisfero nord è la luce del Sole riflessa dall'atmosfera. In quello meridionale si scorgono due deboli punti neri. Si tratta di tempeste.

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Cassini ha scoperto l’inaspettato: ha infatti scovato due nuovi anelli del pianeta Saturno. L’occasione è stata un’occultazione solare  avvenuta a settembre 2006, durante la quale il Sole è passato direttamente dietro Saturno, lasciando Cassini in penombra e gli anelli in controluce.
In questo modo, sono venute alla luce particelle microscopiche altrimenti invisibili. I due nuovi anelli sono infatti molto tenui, appena percepibili tra i più luminosi anelli principali e gli anelli G ed E.
La ben definita struttura ad anello ha svelato inoltre agli scienziati che non si trattava di semplice particelle, risultate da impatti meteorici sui satelliti Giano ed Epimeteo e orbitanti attorno al pianeta, come avevano sempre ritenuto.

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Saturno e i suoi anelli formano il più vasto corpo del sistema solare: il diametro totale è pari a ¾ della distanza tra la Terra e la Luna. Gli anelli da soli formano un disco di 300 mila km di diametro con uno spessore massimo di soli 100 metri.
Sono composti da frammenti di roccia e ghiaccio. Le dimensioni di queste particelle vanno da quelle microscopiche come quelle del fumo di una sigaretta a quelle di una casa. E ruotano attorno a Saturno a diverse velocità.

I nomi degli anelli seguono l'alfabeto in base alla loro scoperta. Partendo dunque dal pianeta si distinguono D, C, B, A, F, G, E.

In questa foto all'ultravioletto, ripresa durante l'inserimento della sonda nell'orbita di Saturno, si notano la parte esterna dell'anello C e quella interna del B. Lo strumento di Cassini evidenzia in rosso le particelle di ghiaccio più "sporche", mentre quelle in turchese sono le più pulite.

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Su Saturno non c'è una tempesta come la macchia rossa di Giove, ma le tempeste non mancano. Ci sono nubi di ammoniaca che corrono a velocità superiori ai 1500 km/h: sono tra i venti più veloci del Sistema Solare. E durano a lungo, come testimoniano queste foto che riprendono una tempesta appena scoperta e dalla durata superiore ai 3 mesi.

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La "pista delle tempeste": ecco come hanno definito gli scienziati questa regione dell'emisfero meridionale del pianeta Saturno, a causa della particolare incidenza di fenomeni "temporaleschi". A metà settembre 2004 in particolare è stata avvistata la "tempesta del Drago", una bufera particolarmente intensa e lunga, destinata ad acquietarsi per poi riaccendersi periodicamente. L'immagine ottenuta alla luce infrarossa rivela le differenti quantità di metano che si nascondono tra le nuvole della tempesta.

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Come già detto in alcune foto precedente, la missione di Cassini ha un occhio di riguardo per Titano, la più interessante delle lune di Saturno, la più grande (ha una taglia superiore persino a Mercurio) e dotata di atmosfera, composta in gran parte da azoto. Una situazione che ricorda molto quella della Terra primordiale.
La superficie ha subito sorpreso gli astronomi: la si aspettava coperta da oceani di metano liquido e invece le prime foto hanno rivelato un suolo più solido, butterato di crateri e probabilmente con una certa attività geologica. Ampie regioni appaiono scure, ricche di ghiaccio d'acqua (la temperatura è inferiore a -200 °). Altre sembrano presentare idrocarburi.
Questa foto, una delle prime, realizzata con uno spettrometro a raggi infrarossi, ha svelato una superficie esotica ricca di molti materiali.
Nel corso dei suoi numerosi fly-by (voli radenti) Cassini ha realizzato numerose scoperte.

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Un cielo arancione, sbiadito solcato da furiosi venti con raffiche che toccano anche i 400 chilometri all'ora. Un'atmosfera ricchissima di azoto e metano e un volto, quello del suolo, rugoso, solcato da tracce simili a canali, fiumi nei quali non è ancora chiaro se e cosa scorra (nella foto).
Un mondo gelido e secco. Ecco Titano, agli occhi e alle orecchie della sonda Huygens, la prima navicella spaziale a mettere piede su un mondo dall'altra parte del nostro sistema solare. 
Ripercorriamo i fatti: la sonda Cassini ospitava nel suo viaggio la sonda Huygens, realizzata dall'Esa per staccarsi dalla nave madre e raggiungere il suolo di Titano.

Discesa al buio

Dopo il distacco dalla nave madre Cassini Huygens ha affrontato 20 giorni di viaggio e 4 milioni di chilometri per raggiungere l'atmosfera esterna di Titano. La sonda ha iniziato la sua discesa attraverso le dense nubi della luna da un'altitudine di 1270 chilometri. Nei tre minuti successivi, la decelerazione di Huygens ha consentito di passare da 18000 a 1400 chilometri all'ora.
L'apertura in sequenza del paracadute e il distacco degli scudi termici di protezione hanno rallentato quindi la sonda fino a una velocità di 300 chilometri all'ora, addolcendo il difficile percorso tra i venti della luna e l'ostile atmosfera. E a circa 160 chilometri d'altezza gli strumenti scientifici sono stati accessi da 3 "sveglie" automatiche. Se non avessero funzionato, la missione si poteva dire conclusa e fallita. Da Terra era infatti impossibile comunicare con la sonda. E soprattutto inutile: i comandi impiegano oltre un'ora (67 minuti a essere precisi) per coprire la distanza che ci separa da Saturno. Per questa ragione tutta la sequenza finale di comandi è stata preregistrata e inviata in anticipo.

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Cassini fotografa il lato al buio di Titano, mentre un alone di luce proveniente dalla parte illuminata dal Sole illumina la circonferenza del pianeta. L'immagine immortala il lato di Titano rivolto verso Saturno; il nord del satellite è in alto nella foto e inclinato di 9 gradi sulla destra.

Titano è l'unica luna del Sistema Solare a possedere una densa atmosfera, fatto che in passato ha ostacolato le osservazioni da Terra di questo satellite. L'atmosfera è composta prevalentemente di azoto con una piccola percentuale di metano e tracce di numerosi altri gas. Riflettendo la luce solare questa fitta foschia contribuisce a rispedire il calore al mittente, mantenendo il corpo celeste piuttosto freddo (-179 °C).

Mille curiosità sulle lune del Sistema Solare

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Cassini ci ha inviato alcune delle più belle foto degli anelli, visti alla luce ultravioletta, dalle quali è possibile capire la loro diversa composizione. In quest'immagine si coglie un particolare dell'anello A. Le zone rosse indicano spazi vuoti, dove si trova materiale sporco e particelle più piccole di quelle dense e ghiacciate (in turchese) degli anelli. L'anello rosso a destra è la cosiddetta divisione di Enke. La zona più ampia a sinistra è la divisione di Cassini che separa l'anello B da quello A. Proprio in questo spazio meno denso si è infilata la sonda. A bordo, un registratore ha raccolto il rumore della pioggia di polveri e particelle. Ecco la registrazione [QuickTime, 2,2 Mb].

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Gli anelli di Saturno sono trasparenti? Cassini ha confermato che alcuni sono più spessi di alti. E in alcuni casi lasciano intravedere quanto si trova alle loro spalle, come in questa foto ai colori naturali: gli anelli A, B e C in sequenza dall'alto al basso, si sovrappongono al gigante gassoso. Il tetto di nuvole di Saturno si intravede attraverso l'anello C, meno popolato degli altri da minuscole particelle.

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Rosa e grigio, con punte di marrone. Sono i colori reali degli anelli, ripresi da Cassini nove giorni prima di entrare in orbita.
La parte più brillante, in alto a destra, è il cosiddetto anello B, all'interno del quale si notano diverse zone color sabbia. Dal momento che gli anelli sono costituiti principalmente da ghiaccio - che è bianco - si suppone che le diverse colorazioni dipendano dalla maggiore o minore presenza di altri materiali "sporchi", quali rocce e composti di carbonio.
L'immagine di Cassini, scattata da una distanza di 6,4 milioni di km, inquadra gli anelli da un'angolazione diversa da quella terrestre e permette una migliore evidenziazione dei colori.

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Al momento dell'arrivo nel sistema di Saturno, Cassini ha attraversato gli anelli compiendo una serie di delicatissime manovre: ha acceso il motore per frenare la sua corsa e venire catturata dalla gravità di Saturno. Nel frattempo la sonda ha incominciato a danzare tra gli anelli, compiendo una serie di piroette programmate per proteggersi dall'impatto con le particelle di polvere (100 mila in cinque minuti, ma nessun danno) o alternativamente, per frenare.
Durante la manovra sono state scattate le prime foto "ravvicinate" degli anelli, come questa. Nella primavera 2012 la sonda ha cambiato la sua orbita, prendendo una rotta che permette nuovamente di osservare gli anelli con una prospettiva migliore.

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Una delle prime immagini provenienti dalla sonda Cassini ed elaborate dalla Nasa riguarda la temperatura degli anelli di Saturno. La foto è stata scattata subito dopo l'entrata nell'orbita del pianeta, utilizzando lo spettrometro all'infrarosso. In seguito è stata "colorata". Le temperature sul lato non illuminato degli anelli variano da -163 ° (in rosso) a -203 ° (in blu). In verde, invece, la temperatura di circa -183 °. Le regioni più opache degli anelli, come la periferia estrema del cosiddetto anello A (all'estrema destra) e la parte centrale del B sono più calde, mentre le sezioni più trasparenti (quali la divisione di Cassini, per esempio) sono più calde. E il pallino bianco in fondo all'immagine? La Luna Encelado.
Al momento del 15 compleanno della missione (15 ottobre 2012) Cassini ha scoperto tre minuscoli satelliti ("Methone" (S/2004 S 1) e "Pallene" (S/2004 S 2) che orbitano tra Mimas e Encelado e "Daphnis") e un piccolo anello.

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Questa immagine è il risultato di un mosaico di sei foto, ottenute dalla sonda Cassini a maggio 2012, mentre orbitava a una distanza di 778 mila chilometri da Titano (in primo piano). 

Il fatto che Cassini orbiti ormai da 13 anni (dal 2004) intorno a Saturno ha permesso di capire meglio e documentare i cambiamenti stagionali del signore degli anelli. In questa foto si vede come la primavera abbia fatto capolino sull'emisfero settentrionale del pianeta, mentre a sud è arrivato l'autunno: il risultato è che il colore azzurro nell'emisfero nord che aveva dato il benvenuto alla sonda all'inizio della sua missione, sta lentamente sbiadendo per ricomparire invece a sud, dove si va verso l'inverno.

Per saperne di più, guarda questa gallery.

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Gli astronomi ormai non si stupiscono più. Le lune di Saturno ci riservano ogni giorno nuove sorprese, come nel caso di Iapetus, una delle più grandi. La sua faccia è inspiegabilmente a due colori: una metà è molto luminosa e lucida; l'altra metà molto scura, poco riflettente. La possibile causa rimane ancora un mistero. Alcuni ipotizzano, per esempio, che questa zona potrebbe essere ricoperta da particelle espulse da un'altra luna, nella fattispecie Phoebe.
Ma esiste anche un'altra ipotesi, più affascinante: e se si trattasse di materiale eruttato dalle profondità del satellite?

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Dione, il piccolo satellite ghiacciato di Saturno, orbita attorno al pianeta degli anelli, fotografato da Cassini.

Gli astronomi usano particolari tecniche per colorare le fotografie dallo spazio per renderle più belle ma anche più significative.
Dione invece nella foto si presenta come apparirebbe all'occhio umano. L'immagine scattata nel 2005 è frutto di un filtro con speciali filtri blu, verdi e a infrarossi: ma il risultato è che la visione monocromatica non differisce molto da quella reale.

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La visione inedita che il telescopio Cassini ha dato di Saturno è davvero sorprendente, specialmente per le curiose sfumature azzurrognole. Ma perché Saturno si colora di blu? Per lo stesso motivo per cui il cielo è azzurro: le molecole dell'atmosfera priva di nuvole diffondono più facilmente la luce azzurra rispetto a quella rossa.
Gli anelli del pianeta appaiono direttamente solo su una sottilissima linea verticale, mentre la piccola luna Enceladus, coi suoi 500 chilometri di diametro, fa capolino, proprio "appoggiata" a un anello, a destra dell'immagine.

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Questa foto, mette in luce le dimensione degli anelli. In quelli colorati di viola le particelle sono superiori ai 5 centimetri, in quelli verdi le particelle sono molto più piccole (meno di un centimetro). 

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In questa foto si nota come la divisone di Encke (lo spazio vuoto all'interno dell'anello A) sia in realtà pieno. Vi sono infatti la luna Pan (il puntino della foto di cui si sapeva già l'esistenza) e il minuscolo e sottilissimo anello interno, scoperto proprio grazie a Cassini (vedi foto).

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Ancora la luna Pan, appena 28 km di diametro, visibile tra gli anelli della divisione di Encke.

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Prima dell'arrivo, Cassini ha sorvolato a una distanza di 2000 km Phoebe, una delle lune più esterne. Le foto ad alta risoluzione rivelano che il piccolo satellite ha un nucleo di ghiaccio ricoperto da un sottile strato di materiale più scuro e numerosi crateri profondi. Dalle prime analisi si ritiene che la luna facesse parte della cintura di Kuiper, che si trova oltre Plutone e contiene miliardi di piccoli corpi rocciosi e ghiacciati. Questo fatto fa di Phoebe un resto di quello che era il sistema solare miliardi di anni fa.
I profondi crateri danno alla luna una forma molto irregolare. I violenti impatti sulla superficie avrebbero provocato massicce perdite di materiale che in seguito avrebbe formato alcune delle 12 lune più piccole ed esterne di Saturno.

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Non contenta della somiglianza con la Morte Nera (guarda la foto), la stazione di battaglia spaziale della saga Guerre Stellari (George Lucas, 1977-2005) ora Mimas, una delle lune di Saturno, ha deciso di camuffarsi da Pac Man, il protagonista del famoso videogioco.
Il curioso "travestimento" appare sulla mappa termica del satellite realizzata dalla sonda della Nasa Cassini. La "bocca" del Pac Man, in giallo, indica la zona più "calda" della superficie (-181 gradi °C). Il blu corrisponde a circa -196 gradi, mentre il puntino rosso al centro delle "fauci" a -190 gradi. Gli scienziati si aspettavano una diversa distribuzione - più calda al centro e più fredda all'esterno - delle temperature. L'anomalia potrebbe dipendere dalla composizione variegata del suolo, formato da materiali che assorbono diversament

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Un minaccioso felino si aggira nell'oscurità del cosmo. Non ci credete? Date un’occhiata a questa foto scattata dalla sonda spaziale Cassini: sulla superficie immacolata di Encelado, la sesta luna di Saturno, si notano strani crepacci simili alle unghiate di un predatore.
Sono i cosiddetti "graffi di tigre" fratture lunghe, secondo gli astronomi, circa 130 chilometri e profonde 500 metri, causate dalle numerose eruzioni di vapore ghiacciato emesse dal tumultuoso satellite (vedi foto seguente): uno dei corpi celesti più attivi del Sistema Solare (vedi multimedia Le 8 meraviglie del sistema solare)

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Getti altissimi di polvere di ghiaccio, illuminati debolmente da un Sole piccolo piccolo che si staglia all'orizzonte. È questo lo spettacolo che si ripete ogni giorno su Encelado, la piccola luna di Saturno che potrebbe nascondere acqua e vita sotto il suo guscio ghiacciato. I getti si trovano al polo sud della luna e fuoriescono alla velocità di 1.600 Km/h dalle fratture del terreno (vedi foto precedente).
Sono spinti da una forza misteriosa, probabilmente un bacino di acqua calda situato in profondità, e si innalzano per centinaia di Km, anche grazie alla debole forza di gravità del corpo celeste (100 volte inferiore a quello terrestre). 
Cassini con le sue osservazioni ha scoperto questi getti. Questa foto, ai falsi colori, ha permesso di studiarne le dimensioni.

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La missione di Cassini è simile a un'epopea. E questo grafico lo testimonia. Ma occorre saperlo leggerlo. Nell'immagine sono raccolte tutte le orbite che la sonda ha compiuto dal momento dell'arrivo nell'orbita di Saturno (30 giugno 2004) fino alla fine della missione del 15 settembre 2017.
La prima missione (in verde) si è conclusa nel 2008. A quel punto la Nasa ha stanziato i fondi per una nuova missione di 2 anni (chiamata "Missione equinozio" perchè coincideva con l'equinozio di Saturno), a sua volta seguita da un'altra mssione (Missione Solstizio) che si sta concludendo con la distruzione della sonda nell'atmosfera di Saturno.

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Spettacoli come questo non si vedono tutti i giorni: la sonda Cassini, che orbita intorno al pianeta degli anelli dal 2004, ha catturato questo magnifico ritratto color verde smeraldo.
Nell'immagine, il Sole è posizionato dietro Saturno, illuminando con i suoi raggi i finissimi frammenti di ghiaccio che compongono i suoi anelli. La sonda ha compiuto scatti del pianeta utilizzando filtri ultravioletti, infrarossi e visibili, e quello che vediamo è il risultato della sovrapposizione delle diverse istantanee.
Le reciproche posizioni di sonda, pianeta e Sole non solo offrono le condizioni per uno scatto da manuale ma permettono anche agli scienziati di studiare la composizione di anelli e atmosfera più facilmente e con maggiore precisione.
Ingrandendo la foto noterete, sulla sinistra sotto gli anelli, Encelado e Tethys, due delle lune di Saturno qui visibili come puntini bianchi (Encelado è quello più vicino agli anelli).

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Un collage di immagini scattate da Cassini sopra al Polo Nord di Saturno nell'ottobre 2013: l'immagine ad alta risoluzione mostra con incredibile dettaglio le tempeste e la corona di anelli del pianeta.

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In questa immagine agli infrarossi, l'enorme uragano presente sopra al Polo Nord di Saturno: 2 mila chilometri di diametro e venti che soffiano a 500 chilometri all'ora (abbastanza da far impallidire un tornado terrestre). Le nuvole più basse sono visibili in rosso, mentre il verde indica le perturbazioni più alte.

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Il vortice polare settentrionale, un mostruoso sistema di nuvole ampio 20 mila chilometri situata nel Polo Nord di Saturno, simile alle correnti a getto terrestri, ma decisamente più imponente.

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Mimas, una delle lune di Saturno, simile a una palla di ghiaccio e roccia di 400 chilometri di diametro, mostra i suoi numerosi crateri d'impatto (il più grande dei quali è sicuramente il cratere Herschel, ben visibile sulla sinistra). In molti la paragonano alla Morte Nera di Guerre Stellari.

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La colossale tempesta estiva che nel 2010 ha lambito gran parte dell'atmosfera di Saturno, per poi dissiparsi dopo pochi mesi. Era lunga 300 mila chilometri, tre quarti della distanza tra la Terra e la Luna.

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Tra tutti i satelliti di Saturno, Giapeto è forse uno dei più strani - almeno per quanto riguarda l'aspetto. Un emisfero (a sinistra) è ghiacciato e quasi scintillante, l'altro è scuro e polveroso, forse ricoperto dai detriti generati dagli impatti subiti dalle altre lune. Nell'emisfero sulla destra è ben visibile la colossale dorsale che taglia Giapeto lungo l'equatore, forse un residuo della sua formazione.

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La Terra (nel riquadro a destra) vista da 1 miliardo e 400 milioni di chilometri di distanza, fotografata dalla sonda Cassini il 19 luglio 2013, mentre Saturno era posizionato davanti al Sole, e i suoi anelli apparivano retroilluminati e particolarmente ben visibili. Le osservazioni sono servite a comprendere meglio la struttura degli anelli di Saturno. Il nostro pianeta appare invece come un minuscolo puntino accanto all'anello E.

Leggi qui la storia di questa splendida foto.

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Dafni, una delle più piccole lune di Saturno, orbita accanto ai suoi anelli, in particolare vicino alla Divisione di Keeler, uno spazio vuoto privo di materiale spaziale presente all'interno dell'anello A. La luna, con la sua influenza gravitazionale, deforma l'anello, creandovi onde verticali e piccole increspature, ben visibili nella foto.

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Per aver assorbito gli innumerevoli impatti che hanno butterato la sua superficie, Iperione, un'altra delle lune di Saturno, deve avere una struttura particolarmente "spugnosa", che gli conferisce questo bizzarro aspetto.

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Un collage di immagini che mostra i geyser di Encelado - nelle due foto in alto - i laghi di idrocarburi di Titano (in basso a sinistra) e le rocce di Titano erose dagli agenti meteorologici. Quest'ultima luna di Saturno deve avere un ciclo di acqua e pioggia simile a quello terrestre, ma alimentato da idrocarburi.
Le 10 più importanti scoperte scientifiche su Titano fatte dalla sonda Huygens

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Titano e Rhea, le più grandi lune di Saturno, fotografate da Cassini in uno scatto nei colori reali. In primo piano vediamo Rhea, 1528 chilometri di diametro, e in lontananza Titano, 5150 chilometri di larghezza, con la caratteristica cappa di foschia che offusca il suo Polo Nord.

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Di nuovo la tempesta esagonale di Saturno, vista dall'alto e nei suoi colori naturali, da 984 mila chilometri di distanza.

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In un rigurgito di zen cosmico, Cassini ha catturato questa foto della luna di Saturno Giapeto in cui il gioco di luci ed ombre ricorda da vicino la contrapposizione tra Yin e Yang, il "giorno e la notte" della filosofia cinese. Giapeto somiglia in effetti a un "biscotto a due gusti", con un emisfero molto più scuro dell'altro, che presenta, invece, un alto potere riflettente. Lo strato scuro potrebbe essere composto da molecole organiche, a base di carbonio.

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La tempesta esagonale di Saturno è ben visibile in questa foto che ritrae il Polo Nord del pianeta, diffusa il 3 febbraio 2014. I venti coinvolti in questo fenomeno meteorologico soffiano a 322 chilometri all'ora.

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Il vero protagonista di questa foto è quello che probabilmente non avete ancora notato: Mimas, una piccola luna di Saturno (396 chilometri di diametro) visibile in basso a destra con le sembianze di un puntino, quasi oscurato dall'ingombrante presenza degli anelli. I misteriosi "raggi" visibili vicino all'anello B, invece, sarebbero dovuti alla carica elettrica delle particelle che formano gli anelli, che permettono loro di alzarsi temporaneamente, distaccandosi dagli altri detriti.

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Gli anelli di Saturno proiettano intricate orme sulla superficie del pianeta: l'immagine è stata acquisita dalle telecamere di Cassini a dicembre 2013, ma diffusa soltanto nella primavera 2014. Al momento dello scatto la sonda si trovava a 1,2 milioni di chilometri dal pianeta.

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Quella minuscola sfera blu che vedete nel riquadro a sinistra in alto dell'immagine, è Urano, fotografato da Cassini per la prima volta ad aprile 2014 (la foto è uscita a maggio). Al momento dello scatto, il gigante ghiacciato si trovava a circa 28,6 unità astronomiche di distanza da Saturno e Cassini. Un'unità astronomica equivale alla distanza media tra la Terra e il Sole, circa 150 milioni di chilometri.

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Foto di famiglia per Saturno e tre delle sue principali lune: il più grande dei tre satelliti, Tethys, 1.062 chilometri di diametro, è visibile al centro con la sua chiara superficie accidentata e rugosa. Sulla sua sinistra troviamo Iperione, un corpo irregolare caratterizzato da una rotazione caotica e imprevedibile. In basso a sinistra, a poca distanza dall'anello F di Saturno, troviamo infine Prometeo, dalla forma estremamente allungata a causa degli effetti gravitazionali dell'ingombrante vicino. La foto è stata pubblicata il 22 settembre 2014.

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Di nuovo un'immagine dei geyser che fuoriescono dalla crosta ghiacciata di Encelado. Ad aprile 2017 la Nasa ha annunciato che i potenti getti di acqua liquida contengono idrogeno molecolare (H2), ossia molecole di idrogeno composto da due atomi dello stesso elemento, che insieme alle molecole di carbonato, rilevate in precedenti studi, indicano uno stato di squilibrio chimico nell'oceano sotterraneo della luna. Proprio questo squilibrio potrebbe indicare la presenza di energia sufficiente a sostenere forme di vita: l'analogo è con le sorgenti idrotermali sottomarine della Terra, che alimentano la vita di organismi microbici. Le stesse condizioni potrebbero allo stesso tempo indicare l'assenza di vita. Sulla Terra l'idrogeno molecolare è elaborato dai batteri, che lo trasformano in metano. Su Encelado, invece, sfugge all'esterno...

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La Luna Pandora fa capolino dagli anelli di Saturno, il cui spessore non supera un centinaio di metri. Si deve a Cassini la scoperta dell'estrema variabilità degli anelli di Saturno, la cui forma risente dell'attrazione gravitazionale anche delle più piccole lune del pianeta. Nelle fasi finali della sua ultima missione Cassini ha diffuso foto con un dettaglio senza precedenti degli anelli di Saturno, fotografandone discontinuità e increspature con una risoluzione fino a 550 metri (vedi immagini). Queste osservazioni aiuteranno anche a risolvere il mistero dell'età delle strutture, che alcuni vogliono antiche quanto il Sistema Solare e altri decisamente giovani (100 milioni di anni appena).

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Non tutte le lune di Saturno sono "pastori" provetti, capaci di deformare gli anelli spostandone le particelle con precisione. In corrispondenza dell'anello F (una sottile banda situata all'esterno degli anelli principali) le perturbazioni gravitazionali della luna Prometeo hanno causato un mini getto di materiale ghiacciato che si estende per 180 km, rompendo l'ordine apparentemente perfetto di queste strutture. Fenomeni come questo vanno e vengono, in un sistema fluido che varia anche con le stagioni. All'equinozio, appena al di sopra a e al di sotto degli anelli si formano strisce di particelle elettrostaticamente cariche che si muovono come i raggi di una bicicletta (sono visibili in questa GIF).

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Le bande luminose che si formano sopra ai poli di Saturno quando il vento solare viene a contatto con la magnetosfera del pianeta. Le aurore polari stanno servendo da guida per comprendere l'intensità del campo magnetico di Saturno, e dedurre da questa informazioni sullo strato di idrogeno liquido che si suppone presente al suo interno.

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Le onde sinuose delle lune di Saturno, generate dall'interazione dei fluidi con la sua atmosfera. Le bande di nuvole si spostano a diversa velocità in base alle latitudini, e la turbolenza che ne deriva dà origine al movimento irregolare visibile nella foto. L'alta atmosfera di Saturno crea inoltre quella pallida striscia azzurrina all'orizzonte. L'immagine in falsi colori rilasciata ad agosto 2017 è stata acquisita il 18 maggio da una distanza di 1,2 milioni di km dal pianeta.

15 ottobre 1997. Un potente razzo Titan IV/B Centaur si alza da Cape Canaveral (Florida). Nella sua pancia trasporta uno dei più pesanti e grandi satelliti mai spediti nello spazio. Si tratta della nave spaziale Cassini diretta verso Saturno e della sonda Huygens che ha "chiesto un passaggio" fino a Titano, la luna più grande e interessante del pianeta.
Per raggiungere la loro meta percorreranno in sette anni 3,4 miliardi di km. 15 settembre 2017: con un tuffo annunciato nell'atmosfera di Saturno, Cassini pone fine a un'avventura durata 20 anni (meno un mese). Due decenni di scoperte, dati scientifici e immagini memorabili. Proviamo a ripercorrerli attraverso le foto inviate dalla sonda.