Plutone e New Horizons Vai allo speciale

Il futuro di New Horizons

Dopo l'incontro con Plutone, la sonda New Horizons ha come prossimo obiettivo 2014 MU69, un oggetto della fascia di Kuiper a oltre 6 miliardi e mezzo di km dal Sole.

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Rappresentazione artistica del possibile fly-by della sonda New Horizons con l’oggetto trans-nettuniano 2014 MU69. | NASA/JHUAPL/SwRI/Alex Parker

Dopo aver sorvolato da breve distanza il sistema di Plutone lo scorso 14 luglio, per la sonda della NASA New Horizons si prospetta un altro obiettivo. La scelta dei responsabili della missione è ricaduta su 2014 MU69, un oggetto della Fascia di Kuiper che dista dal Sole circa 44 Unità Astronomiche (6,6 miliardi di km) e attorno a cui rivolve (ruota con rivolgimenti ripetuti) in 294 anni (46 anni più di Plutone).

 

Il moto dell’oggetto trans-nettuniano 2014 MU69 sullo sfondo delle stelle fisse ottenuto con immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble. | NASA/ESA/SwRI/JHU/APL, and the New Horizons KBO Search Team

Il nuovo obiettivo di New Horizons. La nuova destinazione della sonda è un oggetto scoperto dal telescopio spaziale Hubble nel giugno 2014 le cui dimensioni stimate sono di 30-45 km e che attualmente si trova a circa un miliardo e mezzo di km oltre il pianeta nano. Hubble ha poi osservato l’oggetto in numerose occasioni, confermando che, tenuto conto della traiettoria di New Horizons, dei 5 candidati prescelti questo era il più accessibile.

 

Degli altri quattro obiettivi, tre erano già stati scartati. La decisione presa dai responsabili della missione nelle scorse settimane era ricaduta infatti su due soli oggetti, 2014 MU69 e 2014 PN70, quest’ultimo leggermente più grande di 2014 MU69 ma più difficile da raggiungere.

 

2014 MU69 si trova attualmente in direzione della costellazione del Sagittario, nella direzione del centro della Via Lattea. Ciò ha reso complicata l’osservazione dell’oggetto - che appare circa 100.000 volte meno luminoso di Plutone - a causa dello sfondo su cui si proietta la sua immagine che è sovraffollato dei stelle.

 

La traiettoria della sonda New Horizons verso 2014 MU69 (PT1). Oltre alle orbite dei quattro pianeti esterni e di Plutone, è indicata la posizione degli altri pianeti nani Eris, Mahemake e Haumea. | NASA/JHUAPL/SwRI/Alex Parker

Tutto dipende dal bilancio della NASA. Se il nuovo obiettivo sarà confermato e la missione finanziata oltre il 2016, la manovra di reindirizzamento di New Horizons verso 2014 MU69 dovrebbe essere effettuata il prossimo 1 dicembre e il fly-by avvenire il 2 gennaio 2019. La sonda dispone ancora di 35 kg di propellente, sufficienti a effettuare un cambiamento di velocità di circa 130 m/s e poter così raggiungere il prossimo obiettivo.

 

Per adesso, il termine della missione primaria di New Horizons è previsto per la fine del 2016, quando la sonda completerà la trasmissione dei dati raccolti durante l’incontro con Plutone - circa il 95% di essi è ancora custodito nella memoria dei computer della sonda, in attesa di essere trasmesso a terra.

 

Entro il prossimo anno, i responsabili della missione dovranno proporre una sua estensione fino a dopo il fly-by di 2014 MU69, che sarà valutata scientificamente ed economicamente dalla NASA. Solo dopo questo esame potremo sapere se New Horizons visiterà o meno questo remotissimo oggetto nelle profondità della Fascia di Kuiper, alla periferia del Sistema Solare.

 

Un centrale nucleare in miniatura. Come tutte le sonde che esplorano lo spazio profondo al di là di Marte, anche New Horizons non è alimentata da pannelli fotovoltaici, che non sarebbero in grado di convertire la flebile luce solare in energia sufficiente a far funzionare gli strumenti, i computer di bordo e la radio per trasmettere i dati raccolti.

 

La fonte di energia della sonda è un sistema chiamato GPHS-RTG (General Purpose Heat Source - Radioisotope Thermoelectric Generator). Si tratta di un generatore termoelettrico a radioisotopi alimentato da plutonio. Grazie a questo sistema, New Horizons potrà far funzionare i suoi strumenti ancora per almeno 20 anni.

 

31 agosto 2015 | Mario Di Martino