Il cielo in un computer

200325194936_8200325194959_820032519494_8200325194555_8200312018543_820032519396_82003120185243_82003120185324_82003120185520_8200312018452_82003120184425_82003120185528_8200325191827_82003120184358_8200325191849_8Approfondimenti
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Quella che state osservando è un'illusione ottica. L'occhio di Hubble è stato puntato su un agglomerato di galassie composto da migliaia di miliardi di stelle (più una quantità imprecisata di materia oscura) chiamato Abell 1689. Ma in questa foto ci sono anche le immagini di galassie che si trovano 10 volte più lontano. Come può succedere questo? L'agglomerato è così fitto che il campo gravitazionale che esercita riesce a piegare, distorcere, ingrandire e duplicare la luce che lo attraversa. Il fenomeno è chiamato "lente gravitazionale". Gli oggetti più deboli di questa foto distano 13 miliardi di anni luce.

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Hubble ha "messo gli occhi" su un gruppo di galassie che a 190 milioni di anni luce sono impiegate in una lenta danza che le porterà a scontrarsi tra loro. Le galassie sono così vicine che le forze gravitazionali hanno già iniziato a spargere stelle nelle vicinanze. Ma non c'è fretta: la fine del terribile balletto che potrebbe concludersi nella formazione di un'unica uniforme galassia avverrà tra qualche miliardo di anni. E allora, sarà difficile assistervi, perché forse neanche la Terra ci sarà più.

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Le apparenze ingannano. La galassia a spirale NGC 4319 (al centro) sembra una vicina di casa del Quasar chiamato Markarian 205 (in alto a destra). In realtà si potrebbe dire che i due non vivono neanche nella stessa città: sono separati dal tempo e dallo spazio. NGC 4319 si trova a 80 milioni di anni luce dalla Terra, mentre Markarian 205 è 14 volte più distante, a circa 1 miliardo di anni luce da noi. L'allineamento dei due oggetti è casuale.

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Ecco come appare una stella morente: la nebulosa planetaria IC 4406 presenta una forma rettangolare e una forte simmetria, tipica delle nebulose planetarie. La distanza dalla Terra? Almeno 5000 anni luce. I colori che appaiono nell'immagine sono i riflessi dei diversi gas presenti nella nebulosa: gli atomi di ossigeno riflettono la luce blu, quelli di idrogeno la luce verde. Le sfumature rosse sono dovute invece alla presenza dell'azoto.

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Maionese o Ketckup? Lo spazio più profondo è pronto a offrirvi un hamburger gigante. Hubble ha scovato un misterioso oggetto che è stato ribattezzato "L'hamburger di Gomez". È una stella simile al Sole nella fase terminale della sua vita. Presto (si fa per dire) diventerà una incandescente nebulosa.

Gli ingredienti dell'hamburger sono polvere e luce; "le fette di pane" sono costituite dalla luce riflessa dalle polveri.

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L'Oggetto di Hoag è una delle più originali galassie ad anello: un cerchio quasi perfetto di giovani stelle (le blu) circonda una galassia di stelle anziane (con luce tendente al giallo). Nel corridoio vuoto tra i due agglomerati (in alto) sembra riconoscersi una copia gemella di questo strano anello di stelle.
Come si formano queste galassie? Esistono più possibilità. Potrebbero nascere dallo scontro tra galassie. Ma in questo caso non c'è traccia della seconda. Le giovani stelle disposte ad anello sarebbero i brandelli di una galassia passata nelle vicinanze circa 2-3 miliardi di anni fa.

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Coralli sottomarini? Torri incantate? Dragoni spaziali? No, sono colonne di freddo idrogeno interstellare e polvere. Si trovano a 6500 anni luce nella "Nebulosa Aquila", dove si ritiene stiano nascendo numerose stelle. I tre piloni si ergono da una vastissima nube scura come stalattiti di una caverna. La più alta, a sinistra, misura circa 4 anni luce. Le dense nubi di idrogeno molecolare e la polvere si sono conservate grazie a un flusso di luce ultravioletta proveniente dalle stelle neonate con massa molto elevata che si vedono in alto nella foto e che ha innescato un processo che gli astronomi chiamano "fotoevaporazione".

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Sullo sfondo di un tappeto di galassie se ne staglia una, UGC 10214, soprannominata "Girino". Con la sua coda di stelle sembra lanciata in una folle corsa, come una girandola impazzita. La forma allungata è causata da un fastidioso intruso: la piccola galassia, blu scuro, che si vede sulla punta sinistra del Girino. Le fortissime forze gravitazionali prodotte dall'interazione provocano la lunga coda di "rottami", cioè gas e stelle che si estende per più di 280 mila anni luce.
L'immagine finale è stata ottenuta sovrapponendo 3 scatti realizzati con filtri diversi.

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A 300 milioni di anni luce dal Sistema solare c'è traffico: due galassie a spirale, soprannominate "Topini" per le lunghe code di stelle e gas, sono in rotta di collisione. È ciò che peraltro ci aspetta tra un paio di miliardi di anni, quando la nostra galassia si scontrerà con quella di Andromeda.
Ma come è avvenuto lo scontro e cosa succederà ai Topini? Scoprilo con una simulazione della Nasa. (Bassa ris.: Win media (92 kb) - QuickTime (362 kb); media ris.: Win media (489 kb) - QuickTime (712 kb); alta ris.: Win media (2,1 mb) - QuickTime (4 mb)).

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Una torre di gas si leva nella cosiddetta nebulosa "Cono". La forma allungata è dovuta all'erosione del "vento" generato dalle stelle vicine gli ha dato la forma allungata, mentre la luminescenza del gas idrogeno causa il colore rosso. Secondo gli astronomi si tratterebbe di un enorme incubatore di nuove stelle.

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NGC 6543, meglio conosciuta come la nebulosa "Occhio di gatto", è una delle più complesse nebulose mai viste. Hubble ne ha svelato la sorprendente struttura formata da gas: gusci concentrici, getti ad alta velocità e rare conformazioni a forma di nodo. Molto giovane, si stima abbia soltanto 1000 anni, è un "reperto storico" delle ultime ore di una stella morente.

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Cos'è quello strano oggetto bianco a forma di punta di freccia che si trova nella zona equatoriale di Saturno? Semplice, una tempesta lunga quanto il diametro della Terra (circa 12.700 chilometri): è stata scoperta nel settembre 1994 e si ritiene causata da un flusso ascensionale di aria più calda simile ai cumulunimbus terrestri che provocano i temporali estivi. Grazie all'occhio di Hubble, è stato più semplice osservare e capire gli effetti dei venti sulle tempeste del pianeta. Il telescopio spaziale, infatti, prima di esplorare le stelle più lontane ha permesso di osservare con più attenzione i pianeti del Sistema solare.

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Una raccolta di originali forme di nebulose planetarie, ovvero stelle nella fase finale della loro vita. Un tempo la morte di una stella era una questione semplice: dopo aver emesso un involucro di gas incandescente, la stella avrebbe passato il resto dei suoi giorni come una nana bianca. Ma le immagini di Hubble hanno spinto gli astronomi a rivedere le loro teorie. Probabilmente le bizzarre e sempre diverse forme delle nebulose planetarie sono causate dall'influenza di qualche oggetto invisibile, come per esempio una nana bruna o stelle più piccole. Questa collezione di immagini ci permette di vedere cosa succederà al nostro Sole tra 5 miliardi di anni, quando morirà.

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NGC 3132, meglio nota come la nebulosa "anello meridionale" è una delle più luminose nebulose planetarie osservabili dall'emisfero sud.
Le nebulose planetarie sono così chiamate perché se osservate da terra con piccoli telescopi hanno una forma simile a quella dei pianeti. In realtà hanno poco o nulla a che vedere con loro: sono enormi anelli di gas espulsi da una stella morente. La più debole delle due stelle all'interno dell'Anello è proprio il "motore" della nebulosa: poco più piccola del nostro Sole, ma decisamente più calda, "sputa" gas alla velocità di 14 km al secondo.

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Hubble è poco più lungo di 13 metri e orbita intorno alla Terra a un'altezza di circa 600 km. In 90 minuti compie un intero giro del Pianeta. A quell'altitudine il telescopio è al di sopra dell'atmosfera e può lavorare senza temerne gli effetti negativi. Osservare lo spazio dalla Terra, infatti, è come vedere sott'acqua senza maschera.

Quella che state osservando è un'illusione ottica. L'occhio di Hubble è stato puntato su un agglomerato di galassie composto da migliaia di miliardi di stelle (più una quantità imprecisata di materia oscura) chiamato Abell 1689. Ma in questa foto ci sono anche le immagini di galassie che si trovano 10 volte più lontano. Come può succedere questo? L'agglomerato è così fitto che il campo gravitazionale che esercita riesce a piegare, distorcere, ingrandire e duplicare la luce che lo attraversa. Il fenomeno è chiamato "lente gravitazionale". Gli oggetti più deboli di questa foto distano 13 miliardi di anni luce.