Il 2012 secondo Hubble

Instancabile e puntiglioso ci delizia ogni mese con immagini di meraviglie celesti catturate dal suo "occhio". Stiamo parlando del telescopio spaziale Hubble, che ormai da 22 anni scruta le profondità dello Spazio studiandone i più interessanti fenomeni. Abbiamo raccolto le foto più belle rilasciate nel 2012. Rifatevi gli occhi con gli oggetti celesti più affascinati visti in Rete quest'anno.

Da non perdere: le foto d'archivio di Hubble processate e riportate al loro splendore

NGC 4038, visibile sulla sinistra, conduceva una vita tranquilla da galassia a spirale finché sulla sua strada non è arrivata NGC 4039 (a destra nello scatto di Hubble) scatenando uno dei più noti "incidenti" galattici. Dalla collisione, tuttora in corso, è nato l'oggetto celeste conosciuto come le Antenne per la forma allungata che ricorda quella delle antenne di un insetto.

Guarda un'altra spettacolare foto a colori delle Antennae

Questa tavolozza di sfumature proviene dall'ammasso galattico Abell 520, situato a 2,4 miliardi di anni luce dalla Terra. Hubble in collaborazione con il Canada-France-Hawaii Telescope ha ritratto l'ammasso in colori naturali, ma alla foto è stata sovrapposta una mappatura in falsi colori dell'oggetto celeste. In arancione nell'immagine sono indicate le aree in cui la concentrazione di luce stellare proveniente dalle galassie è massima; il verde mostra le regioni caratterizzate dalla presenza di gas caldi mentre il blu le aree dominate dalla presenza di materia oscura.

Galassie in collisione? Macché. Questa volta si tratta di uno scherzo causato dalla prospettiva. Viste dalla Terra le galassie che formano NGC 3314, a 140 milioni di anni luce dalla noi, sembrano essersi scontrate, ma in realtà le separano decine di milioni di anni luce, o circa 10 volte la distanza che c'è tra la Via Lattea e Andromeda. Gli studi indicano che entrambe proseguiranno il loro moto indisturbate.

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Altre spettacolari illusioni celesti

Questa foto della Nebulosa di Orione, realizzata dalla Advanced Camera for Surveys di Hubble in collaborazione con il telescopio dell'ESO La Silla, è la più dettagliata mai ottenuta di M42. Un mosaico che contiene un miliardo di pixel ad alta risoluzione e mostra circa 3 mila stelle. Situata ad "appena" 1500 anni luce da noi la nebulosa è il primo oggetto cui gli astronomi fanno riferimento per lo studio della nascita delle stelle: gli energetici astri in formazione hanno infatti spazzato via le polveri stellari che li oscuravano rendendo la visuale nitida e spettacolare.

Una delle immagini più grandi mai realizzate da Hubble, e anche una tra le più suggestive: la galassia a spirale barrata NGC 1300, situata a 70 milioni di anni luce da noi, nella costellazione di Eridano, ed estesa per oltre 100 mila anni luce. A differenza di altre galassie, come la Via Lattea, per NGC 1300, qui in una foto composita, non è nota l'esistenza di un buco nero nel nucleo.

Per celebrare il 22esimo anniversario dal lancio di Hubble è stata rilasciata quest'anno una delle immagini più nitide mai realizzate della Nebulosa Tarantola, un enorme complesso di gas e stelle nascenti situato nella Grande Nube di Magellano. La regione di formazione stellare è ampia circa mille anni luce e se fosse posta alla stessa distanza da noi della nebulosa di Orione (a circa 1350 anni luce) apparirebbe 60 volte più grande della Luna piena (per approfondire guarda il post sulla Nebulosa Tarantola di Una Finestra sull'Universo).

Le più belle foto di nebulose (guarda)

A 250 milioni di anni luce da noi sta avvenendo un drammatico incidente, ma è troppo lontano affinché ce ne rendiamo conto. Fortunatamente a immortalarlo per noi ci ha pensato Hubble: l' "occhio" dell'osservatorio orbitante ha fotografato NGC 2623 secondo diverse prospettive, e le immagini sono state magistralmente assemblate dall'astrofilo australiano Martin Pugh nell'ambito del progetto Hubble Legacy Archive per l'ottimizzazione online delle foto scattate da Hubble.

NGC 2623 è il risultato dell'incontro tra due galassie probabilmente a spirale che avvicinandosi - ma non scontrandosi frontalmente - hanno subito l'influenza delle rispettive gravità: dalla loro interazione sono nate due "code", lunghe 50 mila anni luce prodotte dalla forza di marea esercitata dai rispettivi campi gravitazionali.

A 21 milioni di anni luce da noi si nasconde questa meraviglia celeste: una galassia a spirale dell'ampiezza di 30 mila anni luce chiamata M106. Oltre a un luminosissimo nucleo centrale l'immagine catturata da Hubble evidenzia ammassi di giovani stelle (in blu) e numerose nursery stellari (in rosso). M106 è un esempio di galassia di Seyfert o galassia attiva, alimentata energeticamente dalla materia risucchiata da un buco nero centrale. Guardala in un'altra spettacolare immagine

La più grande delle stelle del sistema binario Eta Carinae esploderà come supernova, secondo gli astronomi, entro qualche migliaio di anni. Verso la metà del 1800, questa stella subì un improvviso e deciso aumento di luminosità che la portò per qualche tempo a divenire il secondo astro più luminoso del cielo, dopo Sirio. Allora non esistevano gli strumenti necessari per indagare l'origine del fenomeno, ma l' "eco" di quell'evento ci sta raggiungendo adesso e il sistema è attentamente studiato dall'occhio di Hubble. Nell'immagine è visibile una nube di gas e polveri nota come Homunculus Nebula che testimonia un "anticipo" di morte stellare.

Scopri come muore una stella

Ufo all'orizzonte? Non esattamente. Quella che vedete è NGC 2683, una galassia a spirale che ci appare di profilo, dando l'idea di una navicella aliena. Ecco perché il curioso oggetto celeste, distante 35 milioni di anni luce, è stato soprannominato Galassia Ufo. Una visuale di questo genere permette di cogliere le delicate strisce di polvere stellare dei bracci della spirale e i brillanti ammassi di giovani stelle blu disseminati nel disco galattico.

NGC 4038, visibile sulla sinistra, conduceva una vita tranquilla da galassia a spirale finché sulla sua strada non è arrivata NGC 4039 (a destra nello scatto di Hubble) scatenando uno dei più noti "incidenti" galattici. Dalla collisione, tuttora in corso, è nato l'oggetto celeste conosciuto come le Antenne per la forma allungata che ricorda quella delle antenne di un insetto.

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