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I photobombing dei satelliti Starlink tra gli sciami meteorici

Si moltiplicano le incursioni dei satelliti Starlink in video di osservazioni celesti: se è così con poche decine satelliti in orbita, cosa accadrà quando saranno migliaia?

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Le scie luminose del treno di satelliti Starlink in una foto di meteore dell'Osservatorio di Farra d'Isonzo, in Friuli. | Farra Observatory (GMN)

Il raro spettacolo celeste offerto dal recente sciame di Alpha Monocerotidi, le meteore novembrine prodotte dai detriti di una cometa di passaggio nella costellazione dell'Unicorno, ha riportato alla ribalta le polemiche sull'"invadenza" dei satelliti Starlink, la luminosissima flotta di SpaceX che promette di portare Internet negli angoli più remoti del Pianeta.

 

Spettacolo guastato. Treni di satelliti hanno fatto capolino in diverse occasioni nei video e nelle foto di decine di osservatori intenti a fotografare il picco di meteore nella terza settimana di novembre: un evento piuttosto eccezionale, perché questo sciame meteorico di solito "minore" ha raggiunto, quest'anno, una frequenza di detriti degna delle piogge delle Orionidi o delle Perseidi, con un massimo di 400 meteore cadute all'ora.

 

Trova gli intrusi. Purtroppo, lunghi treni di satelliti Starlink hanno fatto photobombing nelle riprese di diversi osservatori, comparendo più volte di seguito a partire dalle prime ore del mattino. Il video che vedete è stato girato il 25 novembre da una telecamera del Global Meteor Network (GMN) presso l'Osservatorio di Farra d'Isonzo, in Friuli. I satelliti Starlink compaiono dopo il minuto 1:00.

 

 

 

Qui invece potete vedere i satelliti Starlink rubare la scena alle Alpha Monocerotidi in un video girato nell'Osservatorio di La Palma, alle isole Canarie (dal minuto 2:12).

 

 

Fenomeno diffuso. E gli esempi potrebbero continuare: il Global Meteor Network ha una rete di 150 telecamere per meteore sparse per il mondo, e circa la metà di esse hanno visto intrufolarsi i satelliti Starlink nelle loro inquadrature. Secondo Bill Cooke, a capo del Meteoroid Environment Office della NASA, «questo genere di cosa potrebbe obbligarci a cambiare la progettazione dei software che usiamo per rintracciare le meteore in automatico». Anche se i satelliti Starlink non hanno di per sé ostacolato le osservazioni, preoccupa infatti immaginare l'affollamento di scie luminose che ci sarà quando la flotta sarà al completo.

Numero incerto. Il primo lancio di 60 satelliti è avvenuto lo scorso maggio; l'11 novembre si è aggiunto un secondo malloppo di altri 60 Starlink. SpaceX ha già ottenuto il permesso della U.S. Federal Communications Commission (FCC) di posizionare fino a 12 mila satelliti Starlink in orbita bassa, cioè a 540 km di quota - e non, come per i satelliti geosincroni, a 36 mila. Tuttavia, la compagnia di Elon Musk avrebbe di recente avanzato all'International Telecommunication Union (ITU) la richiesta del permesso di lanciare altri 30 mila satelliti aggiuntivi.

 

Perplessità giustificate. Come ricorda ScienceAlert, il secondo treno di satelliti Starlink risulterà meno intrusivo nelle prossime settimane, quando avrà raggiunto la loro posizione finale. Ciò nonostante, il numero finale della "costellazione" di SpaceX sarà senza precedenti, e gli astronomi del GMN temono che questo possa compromettere, nel giro di pochi anni, le osservazioni meteoritiche.

 

5 dicembre 2019 | Elisabetta Intini