Scienza

I paesaggi di Marte sono modellati dal vento

L'azione di acqua e lava sui paesaggi di Marte è stata secondaria: il vero artefice è il vento, che soffia da 2-3 miliardi di anni.

Il vento ha plasmato il Pianeta Rosso nel passato, e fino a oggi è il principale artefice delle trasformazioni sulla sua superficie. Per rendersene conto basta guardare le immagini riprese dalle sonde in orbita e dai rover, in particolare da Curiosity, in viaggio nel cratere Gale.

Proprio Curiosity, che al momento si trova alla base del monte Sharp, un rilievo a strati all'interno del cratere Gale, ha iniziato una campagna di studi sulle dune di sabbia sul fianco nord occidentale della montagna. Attraverso gli strumenti del rover, il team di controllo ha recentemente osservato l’azione di piccole trombe d'aria, che spostano polveri, e ha studiato il modo con il quale si muovono le sabbie delle zone adiacenti nell'arco di un giorno.

Il vento e il tempo. «Grazie al lavoro di Curiosity e delle sonde in orbita possiamo avere un dettaglio molto preciso dell'azione dell'erosione del vento sulla superficie di Marte», afferma Mackenzie Day (università del Texas). Un fatto nuovo, scoperto appunto grazie a questo lavoro, è che il vento oggi soffia da una direzione differente rispetto a quando il cratere era riempito da sedimenti: un tempo il vento ha dato forma alla montagna, ora è la montagna che incanala il vento.

Dust devil: i diavoletti di polvere fotografati da Curiosity all'interno del cratere Gale. Clicca sull'immagine per ingrandirla e avviare l'animazione.

L'atmosfera di Marte è circa un centinaio di volte meno densa di quella terrestre, perciò l'azione che i venti marziani esercitano direttamente ha meno forza di quella dei nostri venti. «È il tempo il fattore principale che permette ai venti di modellare il paesaggio: l'acqua, l'attività tettonica e le eruzioni vulcaniche hanno modellato la superficie di Marte per periodi relativamente brevi, mentre il vento ha influenzato il pianeta per miliardi di anni», ha spiegato Day.

La nascita di Gale. Il cratere si è formato circa 3,6 miliardi di anni fa, quando un asteroide o una cometa impattò con Marte, creando un bacino di quasi 160 km di larghezza. In seguito, sedimenti trasportati dall’acqua, composti per lo più da sabbia e limo, hanno riempito il cratere. Curiosity ha trovato le prove di quel periodo ricco di acqua, che risale a circa 3 miliardi di anni fa.

A un certo punto della sua storia, però, l'acqua scomparve: il pianeta divenne arido e fu il vento ad avere il sopravvento su tutto il resto.

Una simulazione su ciò che avrebbe potuto fare il vento in questo lungo arco di tempo è confermata da ciò che oggi mostrano le immagini: il vento ha spazzato via 64.000 km cubi di sabbia dal cratere, mettendo infine in mostra la montagna al centro del cratere, attorno alla quale i venti odierni ruotano.

Ora con Curiosity si sta conducendo una campagna di studi sul modo con il quale il vento trasporta la sabbia e su come si formano le dune all'interno del cratere. Le osservazioni hanno messo in luce piccole increspature di sabbia che, nell'arco di un giorno, possono muoversi anche di 2,5 cm. Sono stati anche fotografati alcuni dust devil, i diavoli di polvere, nome dato ai piccoli tornado che si formano soprattutto durante l'estate e che possono, col tempo, spostare grandi quantità di sabbie.

Il braccio robotizzato di Curiosity: all'estremità è fissato un trapano capace di effettuare perforazioni fino a 6 centimetri di profondità, attualmente bloccato.

La prossima missione. Nelle ultime settimane il rover è incappato in alcuni problemi. Il più grave riguarda il trapano, che non riesce piu a perforare la roccia, forse a causa di granelli di sabbia che possono aver bloccato il meccanismo di lavoro: il team di controllo sta ancora cercando una soluzione. Si è poi parzialmente bloccato uno dei coperchi di protezione di una macchina fotografica sul braccio robotizzato, e anche per questo, da Terra, si cerca una possibile soluzione.

Quando poi saranno terminati gli studi sulle dune di sabbia, Curiosity sarà indirizzato verso una regione ricca di ematite, un minerale molto interessante che può formarsi in presenza di acqua.

28 febbraio 2017 Luigi Bignami
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