Hyperion, un Titano nell'Universo remoto

Un superammasso di galassie primordiali con una massa di oltre un milione di miliardi di Soli è stato individuato a poco più di 2 miliardi di anni di distanza dal Big Bang. Si tratta dell'oggetto più grande e più massiccio mai osservato nel cosmo "bambino".

hyperion-superammasso
Hyperion, il titano.|Eso/L. Calçada & Olga Cucciati et al.

Un grande agglomerato di galassie formatosi ad appena 2,3 miliardi di anni dal Big Bang è così esteso e massiccio da meritare il nome di uno dei Titani, gli dei più antichi della mitologia greca, precedenti alle divinità dell'Olimpo. L'oggetto celeste ribattezzato Hyperion (nome antico di Iperione, padre del Sole) ha una massa di oltre un milione di miliardi quella della nostra stella, che ne fa la struttura più grande e massiccia mai trovata a una così grande distanza. A individuarlo è stato un gruppo internazionale di ricercatori guidati da Olga Cucciati, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Bologna. 

 

Una strana collocazione. I superammassi sono grandi assembramenti di galassie che si estendono per centinaia di milioni di anni luce. Ne sono stati osservati altri di dimensioni analoghe a quelle di Iperione, ma la sorpresa è stata scoprire che se ne sia formato quasi subito, poco dopo il Big Bang. «Normalmente questo tipo di strutture sono conosciute a redshift più bassi, il che significa che l'Universo ha avuto molto più tempo per evolversi e costruire strutture così enormi. È stata una sorpresa vedere qualcosa che si è evoluto quando l'Universo era relativamente giovane» spiega Cucciati (il redshift, lo spostamento delle righe spettrali verso le lunghezze d'onda del rosso, è tanto maggiore quanto più distante è un oggetto celeste).

 

Hyperion e la tipica dimensioni di un ammasso galattico, a confronto. | Eso/L. Calçada & Olga Cucciati et al.

Titani a confronto. Essendosi formato così in fretta, Hyperion (tecnicamente, un proto-superammasso) ha una struttura diversa dai superammassi galattici che conosciamo. In esso «la massa è distribuita in modo molto più uniforme in una serie di condensazioni collegate fra loro, popolate da associazioni libere di galassie» dice Brian Lemaux, astronomo dell'Università della California a Davis. Nei superammassi più vicini la distribuzione della massa è molto più concentrata, e le caratteristiche strutturali sembrano assai più definite, forse perché la gravità ha avuto miliardi di anni di tempo in più per raggruppare la materia in regioni più dense.

 

Ciò nonostante, Hyperion ha una struttura più complessa del previsto, con sette regioni ad alta densità collegati da filamenti di galassie. Il superammasso titanico offre uno spaccato sull'evoluzione di queste articolate famiglie celesti. La sua individuazione è stata possibile grazie al lavoro di un altro gigante, il Very Large Telescope dell'ESO in Cile, e in particolare dall'analisi dei dati della ricerca Vimos Ultra-Deep, che sta producendo una mappa tridimensionale di circa 10 mila galassie primordiali.

 

20 Ottobre 2018 | Elisabetta Intini