Hayabusa2: poche ore al touchdown sull'asteroide Ryugu

La manovra della sonda Hayabusa2 procederà in autonomia: la missione è un touchdown di 1 secondo sull'asteroide 162173 Ryugu per raccogliere campioni di suolo.

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Dettaglio della sonda Hayabusa2, ripreso dalla fotocamera secondaria.|JAXA

A poco più di 4 anni dal lancio e dopo aver rilevato con estremo dettaglio la superficie dell'asteroide Ryugu, l'Hayabusa2 - il falco pellegrino dell'Agenzia spaziale giapponese - è pronta a posarsi sull'asteroide per raccogliere un campione di suolo, l'operazione forse più importante di questa fase della missione. Stando al programma comunicato dalla JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency), l'appuntamento è fissato per il 22 febbraio quando in Italia saranno le 00:15.

 

Se tutto andrà come previsto Hayabusa2 toccherà delicatamente Ryugu con quello che somiglia a un corno di acciaio lungo circa un metro, sparerà verso il suolo un proiettile di tantalio e catturerà campioni di polveri e detriti dalla nube che si solleverà all'impatto.

 

Tempo irreale. È molto probabile che gli eventi vengano trasmessi in video sulla pagina JAXA di YouTube, probabilmente con una traduzione in inglese, a partire da un'ora prima del touchdown fino a un'ora dopo. L'Agenzia giapponese afferma che pubblicherà anche le immagini della discesa "in tempo reale", così come verranno inviate dalle fotocamere di navigazione: in questi mesi le immagini inviate a Terra dalla sonda sono arrivate con una frequenza di una ogni mezz'ora circa - un intervallo di tempo coerente con la posizione dell'asteroide, che attualmente si trova a circa 19 minuti luce di distanza da noi.

162173 Ryugu è un asteroide near-Earth di tipo C, ovvero particolarmente ricco di molecole di carbonio

Il flusso di immagini si fermerà però circa 48 minuti prima dell'atterraggio, quando Hayabusa2 sposterà l'antenna ad alto guadagno con la quale comunica col centro di controllo per assumere l'orientamento corretto per il touchdown.

 

Da quel momento in poi l'unico indizio su come vanno le cose arriveranno dallo spostamento Doppler del segnale radio proveniente dall'antenna secondaria, a basso guadagno. Sapremo cioè che cosa succede solo attraverso l'analisi dei dati di spostamento della sonda, ma non avremo altre informazioni né immagini.

 

Hayabusa2 sarà dunque sola nel momento critico della discesa, quando si avvicinerà alla superficie di Ryugu in modo del tutto automatico, guidata dalla sua stessa sequenza di analisi della traiettoria - ed è previsto che questi dati possano anche portare all'interruzione della discesa nel caso in cui il computer di bordo individuasse qualcosa di anomalo.

 

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Geografia dell'asteroide 162173 Ryugu: il piccolo riquadro rosso all'interno della fascia equatoriale (in azzurro) è L08-E1, il sito scelto per il primo touchdown della sonda Hayabusa2. | JAXA

 

Mordi e fuggi. La sonda rimarrà appoggiata alla superficie dell'asteroide per un secondo, quindi inizierà a sollevarsi. Anche questa fase della manovra sarà seguita da Terra solo grazie allo spostamento Doppler del segnale radio dall'antenna a basso guadagno. Poi, dopo 7 minuti da quel momento, l'antenna principale tornerà operativa e solo allora si avranno i dati "soggettivi" sulla salute della sonda, i risultati dell'operazione di cattura del materiale e le prime immagini dalla superficie.

1.302 giorni di navigazione attraverso il Sistema Solare, 300 milioni di chilometri percorsi, e un touchdown di un secondo! In attesa degli eventi, vedi l'asteroide Ryugu in 3D

Il sito dell'atterraggio, chiamato L08-E1, è un'area circolare di 6 metri di diametro in prossimità dell'equatore di Ryugu, in mezzo a una piccola area pianeggiante tra due crateri, Kintaro e Brabo. Se tutto andrà per il meglio l'Hayabusa2 tornerà a volare attorno all'asteroide.

 

La missione, infatti, non termina con questo touchdown: è possibile che nelle prossime settimane si replichi per raccogliere altri campioni di suolo, e devono ancora essere depositate sul suolo dell'asteroide altre piccole sonde. Il ritorno a Terra con il prezioso carico è previsto per il 2021.

 

20 Febbraio 2019 | Luigi Bignami