Hayabusa2 pronta a un nuovo tuffo nell'asteroide Ryugu

La sonda giapponese ha sganciato un ripetitore sulla superficie dell'asteroide Ryugu. Grazie a questo strumento, Hayabusa2 potrà posarsi nei pressi del cratere che aveva creato ad aprile.

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Questa straordinaria fotografia scattata da Hayabusa2 ci mostra l'ombra del satellite stagliata sull'asteroide, distante solo una decina di metri. Nel cerchio rosso la piccola ombra del ripetitore appena sganciato.|JAXA, CAM-H.

La sonda giapponese Hayabusa2 si prepara a sorprenderci ancora. Si è infatti portata a soli 10 metri dall'asteroide Ryugu per sganciare sulla sua superficie un "target marker", in pratica un bersaglio che riflette la luce solare consentendo di localizzare in modo accurato la destinazione nella quale la sonda stessa è destinata ad appoggiarsi, cioè il cratere artificiale creato ad aprile dalla sonda stessa.

 

Ryugu, Hayabusa2.
Le operazioni eseguite dalla sonda. Il tempo indicato è quello della sonda: data la distanza, sulla Terra le informazioni su ogni passaggio sono arrivate solo 16 minuti dopo. | JAXA.

Gran finale. Dopo quasi un anno attorno all'asteroide, infatti, la sonda si prepara per la manovra più rischiosa. Già a febbraio la sonda si era posata sull'asteroide, ma ora si parla di farla atterrare nel cratere artificiale creato dal suo impattatore, uno dei tanti piccoli robot indipendenti di cui la sonda era equipaggiata.

 

Reliquie spaziali. Una volta posata nel cratere, la sonda non pianterà una bandiera, ma preleverà dei campioni dell'interno dell'asteroide. L'ultimo compito della sonda sarà ancora più impervio: ritornare sulla Terra portando con sé i campioni raccolti. I ricercatori sono impazienti di averli sotto mano in quanto si tratta di materiale rimasto probabilmente inalterato fin dagli albori del Sistema Solare.

 

Se tutto andrà secondo i piani, la sonda della JAXA (l'agenzia spaziale giapponese) effettuerà il touchdown entro luglio e ritornerà sulla Terra a fine 2020. Una cosa è sicura: questa non è l'ultima volta in cui sentirete parlare dell'incredibile missione di Hayabusa2.

 

 

 

12 Giugno 2019 | Davide Lizzani