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Gravity, quello vero: il film Premio Oscar secondo la Nasa

Imparare di nuovo a muoversi, in un ambiente in cui le leggi fisiche terrestri sono sovvertite. Superare la paura della morte, degli imprevisti, di un guasto improvviso, del silenzio assordante dello Spazio. Come i protagonisti di Gravity, anche gli astronauti "reali" devono fare appello a tutto il loro coraggio e alla loro freddezza per portare a termine le loro missioni. Una carrellata di foto della Nasa che fanno impallidire le scene del pluripremiato colossal di Cuarón.

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Mentre, nella notte degli Oscar, La Grande Bellezza veniva incoronato "Miglior Film Straniero", gli appassionati di scienza su Twitter non hanno fatto altro che cinguettare di Gravity: il colossal fantascientifico diretto dal messicano Alfonso Cuarón si è aggiudicato, ieri sera, ben 7 statuette (compreso il premio alla regia).

Nel film di ambientazione spaziale - anche se con evidenti "strafalcioni" scientifici - un astronauta e una scienziata al lavoro sul telescopio Hubble vengono colpiti da una pioggia di detriti celesti che li costringerà a una lunga e tragica sequenza di tentativi di rientro.

Approfittando della popolarità del tema la Nasa ha postato sul suo account twitter una serie di reali scorci celesti - a cui il regista si è ispirato - accompagnati dall'hashtag #RealGravity. Qui di seguito, alcuni dei più suggestivi (nella foto, la sottile linea dell'atmosfera terrestre con il Sole al tramonto fotografati dalla ISS).

Non è George Clooney (che in Gravity interpreta un veterano delle passeggiate spaziali) ma un vero astronauta al lavoro: l'americano Steven Smith, impegnato a recuperare uno strumento scientifico mentre è saldamente ancorato al braccio robotico RMS. La foto è del dicembre 1999.

In lontananza le luci della tuta spaziale di John Grunsfeld, astronauta USA qui fotografato all'estremità del braccio robotico dell'Atlantis, insieme al collega Andrew Feustel (a metà foto, sulla sinistra), in una passeggiata spaziale del maggio 2009.

A differenza dei protagonisti di Gravity, dispersi nelle profondità spaziali, i due cosmonauti sembrano avere qui il perfetto controllo della situazione.

La Terra e lo Space Shuttle Atlantis visti dalla base spaziale russa MIR in uno scatto del 1995.

La Terra e, sullo sfondo, il nero del cosmo: una foto scattata nell'ottobre 2003 dai membri dell'Expedition 7, sulla ISS.

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Sulla destra, la Cupola della ISS (con un astronauta all'interno), sulla sinistra la Terra: in particolare l'Australia, con l'area metropolitana illuminata di Brisbane.

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Uno scatto storico del 1984 ritrae Bruce McCandless II, il primo astronauta ad aver testato la Manned Maneuvering Unit (MMU), uno zaino a propulsione da utilizzare nelle passeggiate spaziali a distanza.

Durante la celebre EVA dallo Shuttle, il cosmonauta si spinse a 97 metri di distanza dalla navicella: in seguito la MMU è stata sfruttata in qualche operazione di recupero di satelliti danneggiati.

In Gravity, il jetpack viene utilizzato - inverosimilmente - dai due protagonisti per spostarsi dall'orbita di Hubble a quella della ISS, e per muoversi liberamente nello Spazio. Nella realtà invece rimane in dotazione degli astronauti solo per i casi di emergenza ed è soggetto a un rigido protocollo d'uso.

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La Luna incorniciata in una foto scattata da un oblò dello Space Shuttle Discovery, in volo sull'Oceano Atlantico nel 1998.

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L'astronauta della Nasa Chris Cassity impegnato nell'ispezione di una pompa del sistema di raffreddamento della ISS, l'11 maggio 2013, durante una passeggiata spaziale destinata a risolvere una perdita di ammoniaca all'interno della base orbitante.

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Di nuovo Cassidy, questa volta impegnato nell'osservazione terrestre dalla Cupola della ISS.

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Il telescopio spaziale Hubble fotografato nel 2009 poco dopo essere stato agganciato dal braccio robotico dello Space Shuttle Atlantis, nel corso di una missione di riparazione.

Nelle scene iniziali di Gravity, i due protagonisti sono impegnati proprio nella riparazione di questo telescopio della Nasa.

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Ed White, il primo astronauta americano a compiere una passeggiata spaziale: l'EVA si svolse nel corso della missione Gemini 4, nel 1965, e durò appena 23 minuti. Per l'epoca, un'eternità; ma la prima uscita di Parmitano dalla ISS, per fare un confronto, è durata sei ore e mezza.

Una perturbazione sopra all'Oceano Atlantico (in particolare sulla zona equatoriale del Brasile) fotografata dall'equipaggio dell'Expedition 36 sulla ISS.

L'astronauta della Nasa Mike Fossum ancorato al braccio robotico Canadarm2, nel corso dell'ultima attività extraveicolare delle missioni Shuttle, nel luglio 2011.

Il Sole, sulla Terra: l'equipaggio della ISS lo vede sorgere e tramontare 16 volte ogni giorno.

Alan L. Bean, Richard Gordon e Charles Conrad, i tre astronauti dell'Apollo 12, al rientro sulla Terra. L'equipaggio fu soccorso e recuperato dalla portaerei americana USS Hornet.

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Mentre, nella notte degli Oscar, La Grande Bellezza veniva incoronato "Miglior Film Straniero", gli appassionati di scienza su Twitter non hanno fatto altro che cinguettare di Gravity: il colossal fantascientifico diretto dal messicano Alfonso Cuarón si è aggiudicato, ieri sera, ben 7 statuette (compreso il premio alla regia).

Nel film di ambientazione spaziale - anche se con evidenti "strafalcioni" scientifici - un astronauta e una scienziata al lavoro sul telescopio Hubble vengono colpiti da una pioggia di detriti celesti che li costringerà a una lunga e tragica sequenza di tentativi di rientro.

Approfittando della popolarità del tema la Nasa ha postato sul suo account twitter una serie di reali scorci celesti - a cui il regista si è ispirato - accompagnati dall'hashtag #RealGravity. Qui di seguito, alcuni dei più suggestivi (nella foto, la sottile linea dell'atmosfera terrestre con il Sole al tramonto fotografati dalla ISS).