Spazio

Gli impatti asteroidali crearono le condizioni per lo sviluppo delle prime forme di vita

L’intenso bombardamento di corpi planetari di piccole dimensioni, che circa 4 miliardi di anni fa si abbatterono sul nostro giovane pianeta, non lo avrebbe...

L’intenso bombardamento di corpi planetari di piccole dimensioni, che circa 4 miliardi di anni fa si abbatterono sul nostro giovane pianeta, non lo avrebbe “sterilizzato”, come si pensava sino a poco tempo fa. Gli impatti, secondo i risultati di un recente studio, avrebbero invece favorito lo sviluppo delle attività biologiche elementari che con il tempo avrebbero poi dato origine alle forme di vita che oggi noi conosciamo.

La ricerca si è focalizzata sul cosiddetto Late Heavy Bombardment (LHB), o “ultimo bombardamento pesante”, un evento che si verificò circa 3,9 miliardi di anni fa, la cui durata è stata stimata fra i 20 e i 200 milioni di anni, ed i cui segni sono ancora chiaramente evidenti sulla superficie della Luna.

Simulazione dello stato termico e fisico della Terra poco dopo 4 milardi di anni fa, al tempo del cosiddetto “ultimo bombardamento pesante”. Le macchie scure indicano la localizzazione dei crateri da impatto, mentre i colori le temperature superficiali: rosso è caldo, blu più freddo.

Questa lunga serie di impatti avrebbe generato abbastanza calore da sterilizzare la superficie della Terra, ma la vita microbica già esistente nelle profondità oceaniche e sotto la superficie quasi sicuramente avrebbe avuto la possibilità di sopravvivere. Le prime forme di vita sul nostro pianeta dovrebbero essere apparse contemporaneamente alla formazione degli oceani. Gli habitat in superficie di queste prime forme di attività biologica sarebbero stati distrutti dai ripetuti impatti, i quali però avrebbero creato nel sottosuolo delle condizioni favorevoli allo sviluppo della vita, con fratture crostali di grandi dimensioni associate ad attività vulcaniche di tipo idrotermale. Tutte le forme di vita allora presenti sulla Terra avrebbero trovato rifugio in questi habitat. Se invece la vita non fosse ancora apparsa al tempo del LHB, questi nuovi ambienti sotterranei potrebbero essere stati i luoghi dove si sarebbero sviluppate le prime forme di vita.

Sulla Terra, a differenza della Luna, tutti i segni lasciati da questa fase violenza della sua evoluzione sono stati completamente cancellati dai moti tettonici delle zolle continentali, dall’attività, vulcanica, dall’erosione e dalla sedimentazione.

Gli autori della ricerca affermano che anche imponendo le condizioni più estreme al loro modello, il LHB non sarebbe stato in grado di sterilizzare completamente il nostro pianeta. I risultati ottenuti sono in linea con il generale consenso riguardo al fatto che i microbi ipertermofilici, o “amanti delle alte temperature”, potrebbero essere state le prime forme di vita ad apparire sulla Terra, oppure i sopravvissuti di una biosfera più antica. Si tratta di batteri simili a quelli che si trovano ora nelle sorgenti idrotermali a temperature comprese tra 80 e 110 gradi °C. Il modello mostra infatti come l'habitat sotterraneo di questi microbi possa essere aumentato in volume e durata come risultato degli impatti.Questi risultati inoltre supportano l’ipotesi che esista la possibilità della persistenza di biosfere microbiche su altri corpi planetari le cui superfici sono state soggette al bombardamento asteroidale, compreso Marte.

23 maggio 2009 Mario Di Martino
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