Spazio

Fu un asteroide il killer dei dinosauri

Circa 65 milioni di anni fa, in un tempo relativamente breve, oltre il 50% delle specie allora viventi sul nostro pianeta, tra cui i dinosauri, si estinsero....

Circa 65 milioni di anni fa, in un tempo relativamente breve, oltre il 50% delle specie allora viventi sul nostro pianeta, tra cui i dinosauri, si estinsero. Le cause proposte come responsabili di un così tremendo trauma subito dall’ecosistema terrestre sono state molte, da un improvviso e drastico cambiamento climatico, ad un repentino incremento dell’attività vulcanica su scala globale, sino all’impatto di un asteroide di una decina di chilometri di diametro. Adesso, un gruppo di esperti internazionali nel corso della 41a Lunar and Planetary Science Conference (LPSC), che si è conclusa oggi a The Woodlands (Texas), hanno affermato che con ragionevole certezza il colpevole di questa catastrofe globale è stato l’impatto asteroidale che dette origine al cratere di Chicxulub, nel nord della penisola dello Yucatan (Messico). Dopo aver esaminato una vasta gamma di elementi relativi alle teorie concorrenti, il gruppo ha affermato che a fornire la prova definitiva sono state le strutture presenti all'interno del cratere. I modelli al computer hanno previsto quanta roccia è stata vaporizzata o espulsa a seguito dell'impatto e permesso di visualizzare gli sconvolgenti eventi verificatisi pochi minuti dopo l'impatto. Mentre la parte anteriore della asteroide colpiva la Terra, il lato opposto era ancora nell’alta atmosfera, producendo in essa un enorme buco.

Immagine artistica dell'impatto di un asteroide di grandi dimensioni con la Terra.

L’estinzione del Cretaceo-Terziario (KT) è stata uno delle maggiori nella storia del nostro pianeta, seconda solo a quella che circa 250 milioni di anni fa causò il passaggio dal Permiano al Triassico. Le evidenze di questo impatto sono state scoperte in strati geologici in tutto il mondo. Anche se l’ipotesi dell'impatto è ampiamente accettata come la causa per l'estinzione di massa di questo periodo, alcuni scienziati mostrano dello scetticismo, affermando, ad esempio, che i microfossili del Golfo del Messico mostrano che l'impatto si è verificato ben prima dell'estinzione di massa, ragion per cui questo evento non sarebbe stato la causa primaria.
Il vulcanismo parossistico che interessò in quel periodo la parte occidentale dell’India, dando origine al Deccan, è stato anche proposto come la causa principale dell'estinzione. Ma i modelli hanno dimostrato che un impatto di tale portata avrebbe provocato istantaneamente onde d'urto devastanti nell’atmosfera terrestre, un fortissimo impulso di grande calore e tsunami di enormi dimensioni su scala globale. Inoltre, un rilascio di grandi quantità di polvere, detriti e gas avrebbe portato ad un raffreddamento prolungato della superficie terrestre, i bassi livelli di luce e l'acidificazione degli oceani avrebbero ridotto drasticamente la fotosintesi delle piante e le specie il cui nutrimento dipendeva da queste.
L’energia sviluppata dall’impatto che ha prodotto il cratere di Chicxulub è stata pari a circa un miliardo di volte quella della bomba atomica che distrusse Hiroshima. Avrebbe espulso in atmosfera un’enorme quantità di materiale ad altissima velocità, innescando una catena di eventi che hanno causato un lungo inverno a livello globale, spazzando via gran parte della vita sulla Terra nel giro di pochi giorni.
L'asteroide si vaporizzò in maniera esplosiva, creando un cratere profondo circa 30 km e del diametro di oltre 100 km con i bordi alti come l'Himalaya. Nel giro di soli due minuti questi franarono verso l'interno e le parti più profonde del cratere rimbalzarono verso l'alto dando origine ad un picco centrale, tipico dei crateri da impatto di grandi dimensioni.
Questi eventi terrificanti provocarono l'estinzione di oltre il 50% delle specie conosciute. I piccoli mammiferi che in quel tempo vivevano sulla Terra si dimostrarono più adatti alla sopravvivenza rispetto ai giganteschi dinosauri e la scomparsa di questi animali dominanti ha spianato la strada allo sviluppo rapido dei mammiferi di cui noi facciamo parte. Possiamo quindi affermare che se l’impatto di 65 milioni di anni fa non si fosse verificato, l’uomo non sarebbe apparso sul nostro pianeta.

Vien da dire che tutto il mal non vien per nuocere.

5 marzo 2010 Mario Di Martino
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