Spazio

I pianeti nascono da trappole di polvere cosmica

La presenza di zone-cuscinetto nei dischi protoplanetari, in cui gas e deriva agiscono meno intensamente, permette alle polveri di aggregarsi in massi e piccoli asteroidi.

Il Sistema Solare ha avuto origine, così come molte altre famiglie planetarie, da dischi di polveri e gas in orbita attorno a una giovane stella. Il processo che permette a frammenti di pochi milionesimi di metro di formare agglomerati di qualche centimetro di spessore è noto.

Meno conosciuto è lo stadio successivo, che consente a questi ciottoli di agglomerarsi in asteroidi i quali, a loro volta, saranno i pezzi costituenti di futuri pianeti. Un gruppo di scienziati coordinato dal Centro di Ricerca di Astrofisica di Lione (Francia) ha indagato questo tema.

Ostacoli. Ci sono infatti due problemi da spiegare. Il primo è che la forza di attrazione esercitata dalla stella centrale rischia di fagocitare il materiale in orbita intorno ad essa, distruggendolo. Il secondo è che le collisioni ad alta velocità tra i granelli più grandi finiscono col ridurli in pezzi più piccoli: entrambi i fattori giocano contro il processo di aggregazione.

Zone franche. Che cosa, quindi, lo rende possibile? La presenza di trappole di polvere, regioni in cui le polveri stellari rallentano la loro deriva e hanno il tempo di accumularsi in frammenti più grandi. Questi ciottoli di dimensioni maggiori fanno massa e raccolgono sempre più materiale, spingendo il gas verso l'esterno: si formano così zone di alta pressione in cui i gas agiscono meno e il processo aggregativo è favorito.

Comuni. Finora si pensava che queste zone si formassero solo in casi eccezionali. Ma le simulazioni degli scienziati hanno dimostrato che sono molto più comuni di quanto si credesse. Del resto, dati i 3.500 esopianeti rintracciati finora intorno a stelle lontane, il fenomeno non poteva che essere piuttosto diffuso.

1 marzo 2017 Elisabetta Intini
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