Spazio

Fiumi di zolfo e neve di ferro nel cuore di Mercurio

Nevica ferro su Mercurio. Anzi, "dentro" Mercurio. Il pianeta più vicino al Sole è caratterizzato da un cuore di ferro in cui si formano, quasi come la neve nell'atmosfera terrestre, "fiocchi di ferro" che, seguendo un complesso movimento convettivo, si spostano verso il nucleo. Secondo gli scienziati potrebbe essere questa l'origine dei misteriosi fenomeni magnetici che caratterizzano il pianeta. (Andrea Porta, 22 maggio 2008)

Noto dagli anni '70, il campo magnetico di Mercurio ha sempre suscitato stupore e incredulità tra gli scienziati che, peraltro, non hanno mai potuto studiarlo a fondo a causa della sua debolezza (è 100 volte inferiore a quello della Terra). Tuttavia, secondo gli astrofisici, la struttura del "cuore" di ferro e zolfo del pianeta potrebbe sciogliere il mistero. Come spiega Bin Chen, uno degli autori di uno studio condotto presso l'università dell'Illinois e della Case Western Reserve University (Usa), «recenti misurazioni radar hanno dimostrato un leggero movimento ondulatorio nella rotazione di Mercurio, il che significa che il suo nucleo è almeno in parte liquido. In assenza di dati sismologici del pianeta è però difficile saperne di più».

MERCURIO ARTIFICIALE
Nel corso di una serie di esperimenti finalizzati a creare un modello fisico attendibile del pianeta, i ricercatori ne hanno riprodotto in laboratorio la composizione (un mix di ferro e zolfo). Il campione è stato sottoposto a pressioni e temperature coerenti con quelle di Mercurio e poi raffreddato, tagliato e analizzato. «Dall'esperimento abbiamo capito che cosa probabilmente succede nel cuore di Mercurio», spiega Chen. In pratica, mentre il materiale più esterno tende a raffreddarsi, gli atomi di ferro all'interno si condensano fino a formare dei "fiocchi" che precipitano verso il nucleo, dove liquidi ricchi di zolfo si muovono invece in senso contrario, verso l'esterno. I due flussi generano un moto convettivo continuo. Ora si attendono nuovi dati dalla missione Messenger prima di potere affermare, con ragionevole certezza, che è il moto convettivo il responsabile della forza magnetica del pianeta. E in questa chiave, le osservazioni della sonda in orbita attorno a Mercurio da gennaio 2008 aiuteranno a capire meglio la storia della formazione e dell'evoluzione dei pianeti del sistema solare.

22 maggio 2008
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