Exomars: a 400 km dal Pianeta Rosso

La prima fotografia a colori e in alta risoluzione di un cratere su Marte ripresa da Exomars, in attesa delle "copie stereo" per montare foto 3D.

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Marte, 15 aprile 2018: il cratere Korolev ripreso dallo strumento CaSSIS di ExoMars. L'immagine, che ha una risoluzione di 5,08 metri per pixel e copre una lunghezza di 50 chilometri sulla superficie di Marte, è il risultato della composizione di tre differenti riprese in colori differenti ottenute quasi simultaneamente. Vedi: l'immagine intera (9.948 x 2.412 pixel, 3,1 MB).|ESA/Roscosmos/CaSSIS

Un dettaglio del cratere Korolev, nell'emisfero nord di Marte, in cui sono ben evidenti i depositi di ghiaccio: è la prima spettacolare immagine realizzata dallo strumento CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imgaging System) a bordo del Trace Gas Orbiter (TGO) di Exomars, che da alcune settimane orbita a circa quattrocento chilometri dalla superficie del Pianeta Rosso.

 

L'immagine mostra una regione di 50 chilometri del cratere da impatto Korolev - così chiamato in onore dell'ingegnere russo Sergej Korolev, che progettò i primi razzi sovietici destinati all'esplorazione spaziale: il materiale luminoso visibile sui bordi del cratere è ghiaccio. CaSSIS è stato attivato il 20 marzo scorso ed è stato sottoposto a test in preparazione dell'inizio di piena attività (il 28 aprile). L'immagine è una composizione di tre riprese in diversi colori che sono state scattate quasi simultaneamente il 15 aprile.

 

«La fotocamera funziona molto bene, come dimostra questa bellissima immagine a colori del cratere Korolev. Le immagini a colori e ad alta risoluzione sono una delle potenzialità di CaSSIS, che permetterà di ottenere migliaia di immagini 3D ad alta risoluzione di Marte», afferma Gabriele Cremonese, dell'INAF di Padova. «In questa fase di test Exomars sta perfezionando puntamento e assetto, e quindi non sono ancora state ottenute le prime coppie di "immagini stereo", ma è questione di giorni.»

 

CaSSIS, un progetto dell'Università di Berna (Svizzera), è stato realizzato in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Leonardo Divisione avionica.