Enormi emissioni di gas dalla collisione tra due galassie

Venti galattici a enorme velocità nel mezzo interstellare: sono emissioni di gas prodotte dalla collisione tra due galassie.

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Illustrazione: la lontana galassia Makani e l'immensa nube di gas sparata nello Spazio (animazione, clicca per avviarla). | David Tree & Peter Richardson, Games and Visual Effects Research Lab, University of Hertfordshire

Un gruppo di astronomi ha rilevato, da un agglomerato galattico, una enorme emissione di gas, ampia centinaia di migliaia di anni luce o più. Stando a quanto pubblicato su Nature sarebbe la prima osservazione diretta di venti galattici in grado di alimentare il mezzo intergalattico, costituito da enormi nubi di gas che fluttuano nello Spazio allungandosi da una galassia all’altra fino ad avvolgerle.

 

Il fenomeno permetterà agli astronomi di comprendere meglio le dinamiche generate dalle collisioni galattiche, perché l'oggetto in questione, SDSS J211824.06 + 001729.4, soprannominato Makani (vento, in lingua hawaiana), non è una galassia come tutte le altre, ma il risultato delle fusione di due galassie, avvenuta in tempi molto lontani, e le sue dimensioni sono infatti enormi.

 

Un fenomeno possibile, quello della collisione tra galassie, nonostante l'Universo sia in espansione e perciò gli oggetti siano in allontanamento, tutti rispetto a tutti gli altri: può però accadere che la gravità prevalga rispetto alle forze di espansione, e che due oggetti con miliardi di stelle diventino uno solo.

 

Gas a clessidra. Gli astronomi hanno già osservato galassie in fase di fusione, ma in questo caso è qualcosa di già molto avanzato nel processo e la situazione attuale può spiegare perché possono esserci grandi eruzioni di gas. «Quando due galassie si fondono possono creare spaventose esplosioni, che si verificano allorché una grande quantità di gas viene compressa», commenta Alison Coil (California University): «in questo modo popssono nascere nuove stelle, e forse proprio le nuove stelle di Makani, o anche altre sue stelle morenti in supernovae, possono aver causato i grandi deflussi di gas osservati.»

 

Hubble: Arp-Madore 2026-424, la galassia di Halloween
Arp-Madore 2026-424: due galassie in fase di fusione disegnano nello Spazio un volto spettrale, che il telescopio spaziale Hubble ha scelto come "fantasmino" per Halloween 2019. | NASA, ESA, J. Dalcanton, B.F. Williams, and M. Durbin/University of Washington

Gli astronomi hanno visto, attraverso il Keck Cosmic Web Imager (uno strumento posto sul telescopio Keck, alle Hawaii) una regione di ossigeno ionizzato che si estende per circa 52 miliardi di anni luce. In realtà si possono osservare due bolle di gas che disegnano nello Spazio una sorta di clessidra, e che potrebbero essere state emesse in tempi diversi, dove le temperature sono dell’ordine dei 10.000 °C.

 

Secondo le stime dei ricercatori la prima bolla potrebbe essere stata emessa circa 400 milioni di anni fa, e quel gas si muove ancora a una velocità di circa 1.400 chilometri al secondo. La seconda sarebbe più giovane: potrebbe essersi formata circa 7 milioni di anni fa, con il gas che viaggia a 2.100 chilometri al secondo.

 

Telescopio spaziale Hubble, 29° anniversario.
La meraviglia astronomica chiamata Arp 273 o, più romanticamente, la rosa. Si tratta di una coppia di galassie lontane da noi 300 milioni di anni luce, molto vicine fra loro. Talmente vicine che gli astronomi pensano che in tempi remoti la più piccola sia passata attraverso la maggiore. Per meravigliarsi un po': 9 fotografie dell'Universo per celebrare il telescopio spaziale Hubble. | Hubble, NASA, Esa.

Per ricostruire il complesso puzzle non è stato sufficiente del telescopio Keck, tra i più potenti al mondo, ma si è dovuti ricorrere anche al telescopio spaziale Hubble e al radiotelescopio ALMA, in Cile. Grazie ad Hubble gli astronomi hanno potuto osservare le stelle della galassia e da ciò desumere la sua massa (da questi dati si è arrivati a ipotizzare la fusione). ALMA, invece, ha permesso di capire che la galassia è composta da un insieme di stelle di varie età, da giovani a molto vecchie, che circondano un possibile buco nero.

 

12 novembre 2019 | Luigi Bignami