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Elon Musk, la Luna, Marte e oltre

Tra successi e fallimenti, Elon Musk, il Visionario, preme l'acceleratore sul progetto della StarShip, la prima astronave terrestre (ma di sua proprietà).

Illustrazione: la SpaceX StarShip in avvicinamento a Saturno...
Illustrazione: la SpaceX StarShip in avvicinamento a Saturno... | SpaceX

Il successo di SpaceX, la prima agenzia spaziale privata a portare un equipaggio di astronauti alla ISS, anziché limitarsi a fare da cargo per i rifornimenti e l'equipaggiamento scientifico, ha trasformato in realtà il sogno di Elon Musk di portare uomini nello Spazio. C'è chi dice che dovrebbe godersi di più questo momento, almeno fino al viaggio di ritorno della Dragon-2 col suo carico umano (previsto per la prima metà di agosto), ma non è da lui.

 

SpaceX StarShip: è di Elon Musk la prima nave spaziale terrestre
La StarShip è progettata come secondo stadio dello StarShip System: 50 metri d'altezza e 9 di diametro, si porta dentro 1.200 tonnellate di carburante e ha una capacità di carico di oltre 100 tonnellate - o, in alternativa, di 100 persone con il relativo equipaggiamento. | SpaceX

Perché Elon Musk guarda alla Luna, e anche più lontano, a Marte. E così nei suoi hangar si stanno costruendo, quasi in batteria, alcuni prototipi di quella che sarà la StarShip, che si potrebbe definire la prima, vera nave spaziale terrestre, in grado di trasportare oltre 100 tonnellate di carico, oppure 100 coloni col loro equipaggiamento.

 

Proprio il giorno prima del lancio della Dragon-2 un'esplosione ha distrutto il prototipo SN4 (Serial Number 4), un modello in scala equipaggiato con motori per una prova di accensione a Terra. La prova in realtà era stata superata: sembra che il problema sia stato creato da una scintilla (probabilmente) al distacco del tubo di alimentazione del metano dal serbatoio.

 

Comunque sia, in meno di 48 ore i rottami sono stati fatti sparire e già si sta costruendo l'SN5. Non c'è nulla di confermato, ma pare che nelle prossime settimane (o nei prossimi mesi) SN5 e forse anche SN6 si alzeranno ripetutamente dal suolo per 150 metri, per poi ridiscendere lentamente in verticale, come facevano le nostre astronavi prima di Star Trek.

 

Se tutto andrà per il meglio, è possibile che entro fine anno vedremo un prototipo in scala 1:1 della StarShip orbitare il nostro Pianeta. Nel frattempo godetevi il video qui sotto, che mostra come SpaceX conta di gestire la discesa e l'atterraggio su di un altro pianeta (in questo caso, Marte).

 

 

Con le sue navette Elon Musk continuerà a portare uomini in orbita terrestre, ma è con la StarShip che inizierà a portare materiali e persone prima sulla Luna, e poi su Marte. È stato lo stesso Musk a sottolineare che questi sono obiettivi molto vicini per la sua space company. Sciveva su Twitter, tempo fa, «stiamo lavorando a nuove "zampe" per l'astronave. Saranno in grado di autolivellarla nel caso debba scendere su terreno accidentato, come potrebbe essere il suolo lunare, o su un pianeta nel mezzo di una tempesta di vento...».

 

Elon Musk: sulla Luna con la SpaceX StarShip
La StarShip atterra in verticale e può decollare, proprio come facevano le nostre astronavi prima di Star Treck. È la prima vera astronave terrestre (ma è di proprietà di Elon Musk). |

In più, fa sapere Musk, le astronavi potranno avere funzioni diverse. Alcune dovrebbero poter rientrare a Terra, e in questo caso dovranno avere scudi termici e altri meccanismi per guidare il rientro; altre potrebbero invece restare in orbita, collegate a Terra con le navette Dragon, o in orbita lunare; altre ancora potrebbero essere destinate a restare sulla Luna e diventare così una parte fondamentale per una base lunare.

 

Se vogliamo dare credito alle visioni di Musk, nel 2023 SpaceX porterà i primi turisti paganti in orbita lunare (senza farli atterrare); poi, dal 2024, potrebbero iniziare gli allunaggi. E Marte? Per Musk la prima astronave per il Pianeta Rosso sarà pronta per il 2024: questo, in effetti, sembra per davvero poco probabile; sarà già un successo senza precedenti se ci riuscirà nel 2026 o nel 2028.

21 giugno 2020 | Luigi Bignami