Spazio

Rosetta, ecco dove scenderà il lander Philae

Scelto il luogo di atterraggio della sonda Philae, oggi ancora aggrappata a Rosetta. Scenderà sulla cometa l'11 novembre nel cosidetto sito J. Per caratteristiche scientifiche e per facilità di atterraggio è migliore rispetto agli altri 4 che erano stati scelti alcune settimane fa.

L’11 novembre 2014 il lander di Rosetta chiamato Philae scenderà sulla cometa Churyumov-Gerasimenko nel “sito J”. L’annuncio della scelta del sito è stato dato oggi, 15 settembre, dopo diversi giorni di incontri tra gli scienziati e i tecnici che seguono la missione da vicino. In alternativa, se qualcosa dovesse andare storto, il “sito C” è stato tenuto come riserva.

La data della discesa sarà confermata solo intorno alla metà di ottobre.

È IL MIGLIORE TRA TUTTI. «Il sito J è quello che meglio degli altri riesce a coniugare le esigenze degli scienziati con i vincoli di sistema e della dinamica di volo» spiega Mario Salatti, co-Project Manager per il lander Philae.

Le esigenze degli scienziati sono un luogo privo di grossi massi (che potrebbero far ribaltare la sonda in fase di atterraggio), un suolo facilmente perforabile dal trapano di bordo e che permetta di realizzare l’esperimento dello strumento chiamato Consert che si propone di studiare il nucleo interno della cometa.

Il sito J in un ingrandimento. Si trova nella cosiddetta
Il sito J in un ingrandimento. Si trova nella cosiddetta "testa" della cometa. © Esa

I tecnici di volo invece, desiderano un luogo che sia il più esposto possibile al Sole così da permette ai pannelli solari di produrre continuamente energia, che sia raggiungibile con il minor numero di correzioni di rotta della sonda una volta lasciata Rosetta e che possa “vedere” Rosetta per il maggior tempo possibile per comunicare al meglio con la Terra.

SETTE ORE DI TERRORE. Il tempo di discesa, dal momento di distacco dall’orbiter all’atterraggio, è di poco superiore alle 7 ore. Un tempo sufficiente a raggiungere la cometa e a conservare energia sufficiente nelle batterie per svolgere le prime operazioni pianificate. Poi le batterie verranno ricaricate con l’energia solare garantita dalle buone condizioni di illuminazione di questo sito (circa 7 ore, seguite da 5 di buio).

Impresa mai tentata. Il sito J presenta il numero minore di rischi per un'operazione molto complessa e mai tentata prima d'ora: le probabilità di successo sono intorno al 70-75%.

«Se si avrà successo, Philae e i suoi strumenti avranno l’opportunità di studiare la sostanza di cui le comete sono costituite nella sua struttura originaria, in quanto questo sito pare essere coperto meno di altri dal materiale ricaduto dalle fasi di attività precedenti», sottolinea Salatti.

Questi sono i 5 punti d'atterraggio dai quali è stato scelto il sito J. Nel caso qualcosa andasse storto la sonda potrebbe atterrare anche sul sito C © Esa

All’annuncio della scelta del luogo di atterraggio Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana ha affermato: «Quella di Philae è un’impresa mai tentata prima. È rischiosa, ma sarà un punto di svolta nelle attività di esplorazione dell’universo che resterà come passo fondamentale che non dimenticheremo, per il quale abbiamo la soddisfazione di sottolineare il grande contributo messo in campo dall’Italia attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana».

ANCORA IN FASE DI RACCOLTA DATI. Dal punto di vista delle analisi, al momento si è ancora in una fase di raccolta dati, anche se si ha già la conferma che gli elementi principali presenti sono acqua, monossido di carbonio e biossido di carbonio, che sono rilasciati da sotto lo strato superficiale del nucleo che appare molto scuro, poroso ed asciutto. Oltre a queste sostanze sono stati rilevati anche ammoniaca, metanolo e metano. Il fatto che la cometa sia scura a molti è apparsa una cosa strana, ma non è così in quanto da ani ormai si sa che le comete sono ricoperte da materiale organico che generalmente è molto scuro e il ghiaccio si trova al di sotto di esse.

15 settembre 2014 Luigi Bignami
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