Dalla Terra alla ISS, in meno di 6 ore

Record di velocità per la navetta Soyuz che si è agganciata alla base spaziale in soli 4 giri orbitali: in futuro, viaggi più rapidi per i cosmonauti in missione.

soyuz
Uno dei lanci del Soyuz dalla base di Baikonur, in Kazakistan.

Un viaggio di andata fino alla nostra base orbitante nello Spazio dura meno di un volo Milano-New York. Cinque ore e 45 minuti: tanto hanno impiegato i cosmonauti russi Pavel Vinogradov e Alexander Misurkin, e l'astronauta della NASA Chris Cassidy a raggiungere la ISS dalla base di Baikonur (Kazakistan) il 28 marzo scorso.

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La capsula Soyuz impiega normalmente un paio di giorni per compiere le complesse operazioni di ancoraggio alla stazione spaziale, e questo non tanto per la distanza che ci separa dal laboratorio orbitante (circa 400 chilometri dalla superficie terrestre) quanto per l'insieme di manovre necessarie per raggiungere la ISS in sicurezza.

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La durata record del nuovo viaggio - salutata con flash e applausi da entrambi gli equipaggi, quello ospite e quello appena arrivato - non dipende dall'aumentata velocità del Soyuz, ma da un attento studio dei parametri orbitali della navicella. Quando il Soyuz viene lanciato infatti, mantiene un'orbita leggermente inferiore a quella della ISS: in altre parole ruota intorno alla Terra più velocemente e a una distanza minore rispetto alla base spaziale.

Per aggiustare l'orbita e allinearla a quella della ISS sono necessarie diverse accensioni del propulsore che, nell'arco normale di tempo di due giorni, vengono distribuite su 34 giri orbitali. La volontà di accorciare i tempi di sbarco degli astronauti ha spinto gli ingegneri della missione a compiere queste operazioni in soli 4 giri orbitali: il tutto si è svolto quindi più velocemente e con una maggiore precisione, anche grazie ad alcune manovre preliminari della ISS operate da un veicolo cargo, che hanno posizionato la stazione spaziale 4,8 chilometri più in alto, nella giusta posizione per incontrare il Soyuz.

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Tempi di viaggio più brevi consentiranno agli astronauti di trascorrere meno tempo all'interno della capsula - anche se in tute pressurizzate, per ragioni di sicurezza - risparmiando su cibo e carburante. I tecnici della ISS decideranno di volta in volta se adottare il protocollo breve o quello normale per l'aggancio con il Soyuz, mentre le capsule Dragon della SpaceX continueranno almeno per ora, a usare i tempi più lenti.

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04 Aprile 2013 | Elisabetta Intini